Mi sono svegliata su un’isola

Finalmente smetto di fissare il foglio bianco di Word e inizio a scrivere qualcosa. Sono passati già un po’ di giorni dal mio viaggio in Sicilia, ma vi assicuro che non lo dimenticherò facilmente. Questa volta non sono qui per dispensare consigli o altro, ma per raccontarvi la mia esperienza.


I Finley avevano annunciato la data all’ultimo minuto per cui non c’erano più voli convenienti e, non disponendo di molti contanti, sono stata costretta a trovare un’altra soluzione.
La prima a cui ho pensato è stata il treno, ma al momento di prenotare il posto era tutto pieno. “Ok, non mi arrendo”, mi sono detta. In internet m’ero imbattuta in un autobus Ancona-Catania a un buon prezzo. Sarebbe partito il dieci e viaggiando tutta la notte, sarebbe arrivato l’undici – così neanche avrei alloggiato in hotel.
Niente: pieno anche l’autobus! Non ci potevo credere, tornavano tutti in Sicilia proprio in quei giorni?! Questo mi ha provocato un profondo sconforto, che mi ha fatto comprendere quanto tenessi al concerto. Ho seguito i Finley quasi per tutta Italia e volevo assistere a un loro concerto in Sicilia; inoltre ero certa che avrebbero suonato “Fantasmi”, la mia canzone preferita del loro nuovo album.

Ripartita alla carica, avevo trovato l’autobus della mia salvezza: partiva da Roma Tiburtina il dieci agosto e sarebbe giunto a destinazione l’undici mattina, in tempo per prendere la navetta. Okay: preso! Così, arrivata a Catania dopo un lungo viaggio, avrei raggiunto l’Outlet in poche ore.

Non so bene come spiegarvelo, ma è stato davvero strano chiudere gli occhi a notte fonda e risvegliarsi con un bellissimo sole su un’isola! Ero su un’isola. Ero in Sicilia. Avevo appena messo “piede” su una regione d’Italia in cui non ero mai stata e mi trovavo lì per assistere a un concerto. Non un concerto qualsiasi, bensì un concerto dei Finley. L’esibizione si sarebbe tenuta in serata nell’Outlet Village di Agira, una località in provincia di Enna.

Quella mattina il panorama di Messina era bellissimo: mi ha incantata e un po’ rassicurata – ne avevo bisogno dal momento che viaggiavo completamente da sola. Ho trovato molto divertente guardare alle spalle del mio autobus e notare che il traghetto che mi aveva portato fin lì si chiamava Caronte. “Buon segno? Sarà un viaggio come quello di Dante?”.
Arrivata a Catania ho potuto subito scoprire la famosa generosità, il famoso calore siciliano: mi ero già persa in un posto per me totalmente sconosciuto, ma per fortuna tutte le persone che ho incontrato si sono impegnate al massimo per aiutarmi a raggiungere la navetta. Mi sono immedesimata un po’ in Dante, ma per fortuna disponevo di tanti Virgilio!

Una volta arrivata all’Outlet, sono corsa sotto il palco, c’erano solo due ragazze. Come a Catania mi trovavo di nuovo da sola, neanche avevo conoscenze tra le fan dei Finley! Fortunatamente le due fan si sono presentate e da quel momento in poi mi sono ritrovata parte di un gruppo.
Sono rimasta colpita dall’organizzazione delle fan siciliane: borse termiche piene di cibo e bevande di tutti i tipi, ombrelli, asciugamani. Di tutto! Il gruppo con cui ho stretto amicizia è famoso per essere sempre in prima fila quindi portarsi dietro tutta quella roba non è un problema, perché la buttano sempre al di là delle transenne quando inizia il concerto.

I Finley dopo il soundcheck e il meet&greet con i fortunati vincitori, si sono fermati a chiacchierare con i fan. Ma non tanto a lungo e tranquillamente come loro solito; ancora oggi non comprendo il motivo: non c’era tanta confusione. Tuttavia una delle ragazze conosciute lì mi ha spiegato che al sud la security si comporta sempre così. Comunque è stato piacevole scambiare quattro chiacchiere con loro. Dall’espressione di Dani, il batterista, ho capito che ormai sono prevedibile e anche loro si aspettavano che venissi.

Prima dei Finley ha fatto ingresso sul palco Daniele Stefani, cantante che non avevo mai sentito. Ammetto che le canzoni non mi hanno entusiasmato particolarmente, però ho apprezzato molto la particolarità dell’esibizione: assieme a lui c’erano delle ragazze sordomute che interpretavano tramite gesti la canzone per coloro che non potevano sentirla. In più regalavano dei palloncini attraverso i quali i non udenti potevano percepire la canzone.
Dopo l’esibizione di Stefani, è salito sul palco un comico inquietante. Sembrava un barbone pazzo e quando terminava le battute in dialetto siciliano, non capivo nulla!

Finalmente i Finley sono entrati in scena e mi hanno dimostrato che il mio viaggio non è stato vano! Hanno suonato la mia attesa “Fantasmi” in modo divino. Poi è stata la volta di “Fumo e Cenere”, che non avevano suonato a Baricella e mi hanno lasciata senza parole: BELLISSIMA. Mai sentita versione più bella di “Fumo e Cenere” di quella! (Per chi è fan dei Finley: ve la ricordate live nel 2008? Ecco, diecimila volte più bella. Assolutamente d’ascoltare!). In breve, il concerto mi ha lasciata parecchio soddisfatta: sono dei ragazzi che non deludono quasi mai.

Ciò nonostante, la fine dell’esibizione non pone fine alla mia avventura! Dove avrei passato la notte? Questo era un problema perché non c’erano mezzi che mi potessero portare in una vera e propria città: l’Outlet era in mezzo al nulla. Per cui mi sono sistemata su una panchina comodissima e mi sono accampata lì fino a quando un ragazzo della sicurezza non si è preoccupato che morissi di freddo e mi ha gentilmente trovato un posto più comodo dove dormire.
La mattina seguente sono ripartita con la prima navetta per Catania e ho girato la città con un palloncino bianco in mano, in ricordo della serata, fino all’ora di cena quando sono salita sull’autobus che mi ha riportato a casa la mattina del tredici agosto.

Delle fan siciliane, oltre quello già citato, mi ha colpito che nessuna di loro si fermasse a vagabondare durante la notte, anzi non credo proprio che sia una cosa concepita dalla maggior parte dei siciliani. Per me è una cosa stranissima, quando i concerti sono al nord trovo sempre qualcuno con cui passare la notte in giro per la città. È anche una scusa per stare assieme e raccontarsi l’esperienza appena condivisa. Voi cosa ne pensate?
Vi ho narrato a mia avventura per dirvi di non arrendervi, quando volete partecipare a un concerto a cui tenete non lasciatevi scoraggiare dalle prime difficoltà, provate tutte le possibili alternative, non tralasciatene alcuna.
Quando pure l’ultima possibilità sarà fumo e cenere, allora potrete sventolare bandiera bianca, ma almeno avrete avuto la soddisfazione di aver provato.

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