Ansia pre-concerto: ecco cosa ne pensano gli artisti!

Ansia pre – concerto dal punto di vista dei musicisti

 

Concerto

Chi ha un minimo di esperienza in materia sa esattamente a cosa mi riferisco.

Lo stomaco che si chiude, l’adrenalina sale a mille, le urla della folla che accompagnano l’attesa, fino al fatidico countdown dei dieci secondi.

Ogni fan vive quei pochi istanti che lo separano dal tanto atteso concerto in modo diverso, ma un artista cosa ne pensa? E soprattutto, come li vive?

Questo ci siamo chieste e quindi abbiamo chiesto a qualche (disponibilissimo) cantante di rivelarci il mistero. Ecco cosa ci hanno risposto!

 

« Se perdi il volo delle farfalle, vuol dire che hai smesso di regalare e regalarti un bel po’ di emozioni!
E quando il loro battito d’ali è più forte, la serata diviene più travolgente!
Ma c’è un istante, terribile, che intercorre nel momento in cui si abbandonano le vesti di una persona qualunque per diventare un’artista. Lì le farfalle mutano e si trasformano in elefanti!
Si vorrebbe essere a casa, in pantofole davanti al camino!
Una volta saliti quei gradini però, si rende conto che quello è il giusto posto e lì bisogna essere in quel momento!
Perché in quel momento tu sei al centro dell’universo. »

— Fabio Mora, Rio
(https://www.facebook.com/FabioMoraRio?fref=ts)

 

« Il pre-concerto è un momento mistico per un artista. Molte volte (almeno, spesso succede così) la carica di adrenalina che si raggiunge negli istanti precedenti alla salita sullo stage, è paragonabile soltanto a quella di fine live quando, mentre il pubblico applaude, s’inizia a rendere gradualmente conto di quello che è accaduto sul palco.

Per quanto riguarda le mie esperienze, prima di fare il final-briefing con i ragazzi della band, cerco sempre di isolarmi per raggiungere un grado di concentrazione mentale molto elevato prima della tempesta. Perché bisogna essere sinceri: essere frontman è un po’ come avere il privilegio di poter vivere per qualche ora l’esistenza a velocità raddoppiata, con tutto ciò che ne consegue: ogni cosa picchia nel petto con un’irruenza emotiva che difficilmente sarà poi un ricordo facile da cui liberarsi. Lo continuerò a ribadire fino che il mio cuore reggerà: la vera botta del vivere è soltanto una. Fare musica, ma di quella buona. »

— Andrea Rizzato
(https://www.facebook.com/andrea.rizzato.official)

 

« Non tutti i concerti sono uguali: ci sono volte in cui sale molto la tensione prima di salire sul palco, e volte invece in cui non succede. Di solito mentre mi preparo, faccio qualche esercizio per scaldare la voce e sciogliere la muscolatura, poi aspetto l’inizio del concerto insieme ai musicisti che mi accompagnano… salvo imprevisti dell’ultimo minuto! »

— Giulia Pratelli
(https://www.facebook.com/giuliapratelliofficialpage)

 

C’è chi vuole stare da solo, chi con la propria band, c’è chi fa finta di essere calmo e chi, anche dopo anni di live, ammette che muore ancora dalla paura, c’è chi senza quell’emozione lì non ci sa più stare. Per tutti comunque, che si abbiano davanti al palco dieci o dieci mila persone, resta un Momento con la M maiuscola. 

 

Sara Picello

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