Novità e cambiamenti per i WakeUpCall!

I WakeUpCall sono Tommaso e Olivero Forni. Sono una giovane band di Roma molto attiva musicalmente, abbiamo già avuto il piacere di recensire il loro lavoro e finalmente siamo anche riuscite ad intervistarli!

WakeUpCall

  • Ciao ragazzi, finalmente riusciamo a farci una chiacchierata! Come mai il nome WakeUpCall?
    Tommy: Vorrei ci fosse una vera storia sensata dietro questo nome e prima o poi in effetti dovremmo inventarcene una da raccontare in giro che preveda lacrime e risate come le migliori commedie a stelle e strisce. Per il momento mi trovo costretto a dire che quando è nato il progetto e ci siamo messi a cercare un nome, sono usciti i nomi più brutti in assoluto, non trovavamo qualche cosa che suonasse semplice, diretta e fresca. Poi così ascoltando un po’ di musica in macchina, in un momento in cui evidentemente ero con la testa a pensare più a questo nome che ha superare il limite di velocità davanti ad un autovelox della polizia, lo stereo ha passato una canzone che si chiamava Wake Up Call. Così ho preso 100 euro di multa, ma ho trovato il nome della band.
    Olly: Abbiamo pensato di scriverlo tutto attaccato per farlo diventare un nome vero e proprio, ma tanto è inutile, lo continuano a scrivere tutti staccato comunque, anche se sulla pagina FB, sul logo, sul cd, sul sito, su twitter, sulle magliette è scritto tutto attaccato.
    Brainstorming Magazine è tra i pochissimi che lo ha scritto bene e per questo vi ringrazio profondamente 😀
  • Siamo orgogliosi di essere tra questi pochissimi! Comunque sappiamo che la vostra line up ha subito un drastico cambiamento. Come mai questo cambio?
    Olly: Purtroppo la vita e le situazioni famigliari e private di ognuno ti portano in certi momenti della tua vita a dover prendere delle decisioni che riguardano il futuro, c’è chi si è reso conto dopo anni dedicati alla musica che non era più tra le sue priorità.
    Sopratutto suonare in una band come la nostra comporta un impegno che non può essere secondario a lavori o famiglia, d’altra parte in cambio ti da molte incertezze sul futuro, ci sono poche possibilità che si riesca a fare soldi con una band che ti permettano di arrivare a fine mese e pagare tutte le spese. Più si va avanti e più alcune persone trovano difficile vedere un futuro roseo e la mancanza di certezze spaventa molte persone. Senza contare che c’è chi sente il bisogno di costruirsi una famiglia, andare a vivere con altre persone ecc ecc.
    Tommy: E’ un discorso che capisco, ma non condivido, almeno personalmente. Quando ho cominciato, ok si ero un bambino che pensava di farcela, bastava tanto impegno e crederci, come dicono le canzoni delle band famose, però crescendo e cominciando a capire che aria tirava ho comunque messo in conto che lasciare gli studi normali avrebbe chiuso delle porte che difficilmente si sarebbero riaperte, ma è una cosa che ho messo in conto e non cado dalle stelle adesso. Non ho nessuna intenzione di tirarmi indietro solo perché sembra più dura, ben consapevole che il futuro non è roseo, ma scrivere e suonare le mie canzoni in giro non è un hobby, è l’unica cosa che voglio fare, è un bisogno che non posso nascondere dietro ad uno stipendio sicuro, che poi la verità è che di lavori, stipendi sicuri e sicurezza per quelli della nostra generazione, ce né ben poca, tanto vale cercare di fare quello che uno vuole veramente.
    Io non sono pronto a rinunciare ai miei sogni, poi un giorno mi potranno dire tutti “te l’avevo detto”…amen.
    Però tornando al discorso del cambio di line up, semplicemente non tutti la pensano come me e Olly.
    Quando poi queste scelte sono fatte da persone con le quali suoni da quasi un decennio, allora è ancora tutto emotivamente più difficile.
  • Come avete scelto i nuovi membri?
    Olly: Il nuovo batterista è Luca Marini, che si è fatto un esperienza notevole negli anni passati suonando con i The Electric Diorama, stessa cosa per il nuovo bassista, Bad Tripp, che ha girato l’Italia per anni con gli Stick It Out. Entrambi sono già a lavorare in sala da qualche settimana e stiamo mettendo su un sound davvero buono in poco tempo, che a brevissimo partiremo e saranno battezzati nelle date a fine Ottobre in Repubblica Ceca e Polonia.
    Non abbiamo fatto molti provini a dire la verità, una volta provati ci sono piaciuti subito molto, sia per quanto riguarda il lato tecnico, che per il lato umano, intenzioni, progetti e voglia di fare.
    Tommy: Siamo tutti e quattro entusiasti di cominciare una nuova fase, in ogni caso abbiamo deciso che questo cambio verrà fatto in maniera graduale e non drastica, così da essere sicuri che tutto funzioni bene con i tempi giusti. Questo semplicemente vuol dire che partiremo insieme dai concerti, le nuove registrazioni erano già state iniziate dai vecchi membri e a livello di immagine per questi primi mesi i WakeUpCall su foto e video saremo principalmente io e Olly, sperando che tutto vada per il meglio e che questa nuova formazioni si solidifichi per ufficializzarla in futuro con i prossimi lavori.
  • Avete in programma tre nuovi singoli. Ci potete parlare di questo progetto?
    Olly: Proprio in questo momento siamo qui allo studio di Antonio Aronne a registrare le chitarre di questi 3 nuovi brani. Abbiamo pensato per questa stagione di far uscire 3 singoli, a distanza di qualche mese l’uno dall’altro, promuovendoli singolarmente con videoclip, materiale promozionale, radio e ovviamente distribuiti su tutti gli shop online (iTunes, Spotify, Amazon ecc ecc..). Avevamo 12 nuovi pezzi pronti, sceglierne solo 3 non è stato facile, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Il primo singolo sarà “Don’t Clean Up This Blood” e dovrebbe uscire per i primi di dicembre 2014, è il più duro dei 3 come sound, quasi metal, è una canzone piena di rabbia, che parla dei fatti della Diaz e del G8 di Genova del 2001.
    Il secondo singolo uscirà più o meno a distanza di un paio di mesi e si intitolerà “A Long List Of Wrong Choices” è il brano che meglio rappresenta i WakeUpCall in questo momento, un sound abbastanza diverso dal primo album, più duro, ma sempre pieno di melodie e ritornelli aperti, e un songwriting decisamente più maturo, articolato e tecnico rispetto al punk rock del primo album.
    L’ultimo singolo “A Modern Love Song” lo faremo uscire prima dell’estate ed è il pezzo più allegrotto, sempre però con questo nuovo sound più aggressivo, è una canzone molto divertente.
  • Ancora non avete in programma un nuovo album, come mai?
    Tommy: Abbiamo tantissimi pezzi nuovi e potevamo fare un intero disco nuovo di 10-12 pezzi, non erano le canzoni che mancavano. Il problema di fare un disco intero è che oggi il pubblico non è più abituato all’album. Spotify, Youtube, la gente ascolta e condivide velocemente le canzoni, non c’è più il ragazzo che mette da parte i soldi, aspetta l’uscita del disco, lo va a comprare, lo paga (se dici ad un adolescente di 14 anni che la musica si pagava non sa di cosa parli) e se lo ascolta tutto già 5 volte il primo giorno.
    Fare un disco di 11 canzoni di cui poi la maggior parte della gente ascolterà soltanto quelle 2-3 di cui pubblichi il video e promuovi il singolo non ha senso, è uno spreco. Magari la traccia numero 8 o 11 sono bellissime, ma comunque l’artista non può farle uscire con un video perché non tutti hanno i budget per fare 10 videoclip a disco. Io so per certo che ci sono tracce che a me piacciono molto del nostro primo disco che nessuno si è ascoltato perché non sono uscite con un video che è stato postato su FB. “Christine” per esempio è un pezzo che mi piace tantissimo, uno dei miei preferiti dell’album o anche “Right Here” la traccia che chiude il disco, sono brani che non siamo riusciti a far arrivare al pubblico perché non potevamo permetterci di fare altri video ed è uno spreco totale e la cosa mi fa girare le scatole non poco.
    Quindi abbiamo deciso che è inutile registrare un secondo disco intero, per il momento, ma pubblicheremo dei singoli, dando quindi importanza ai brani e non all’album. Molte band stanno adottando questa soluzione, è un modo nuovo di far musica, certo a me piacerebbe fare un secondo album (e anche un terzo) e sicuramente lo faremo, quando il momento però sarà buono e propizio. Speriamo presto, perché abbiamo un sacco di buone idee per il futuro.
  • Com’è stato il tour “Batteries still not included”?
    Tommy: Lungo e complicatissimo da organizzare. Ma ne è veramente valsa la pena.
    Nella stagione 2012/2013 abbiamo fatto la prima parte di 30 date e nel 2013/2014 altre 30 date, è un tour che ci ha portato a suonare in mezza Europa, partendo dall’Italia e arrivando in Svizzera, Corsica, Francia, Lussemburgo, Olanda, Repubblica Ceca e perfino in Lettonia e Lituania.
    Non so quanti km abbiamo fatto, a occhio e croce decisamente tanti, ma io amo stare in quel furgoncino, incastrato tra amplificatori e valige a guardare l’Europa da un finestrino per andare a suonare in posti lontanissimi da casa per una manciata di persone e conquistarne poche tutte le sere sudando su palchi più o meno attrezzati.
    Olly: E’ stato un tour che ci ha dato tantissime soddisfazioni a livello umano e professionale, abbiamo avuto la possibilità di fare un esperienza incredibile e di suonare anche su palchi bellissimi come i festival a cui abbiamo partecipato quest’estate in Svizzera e Repubblica Ceca o di suonare in posti stupendi come a Tignes in Francia a più di 2.000 metri di altezza sulle alpi in mezzo ai laghi e la neve.
    Abbiamo suonato con band fortissime come i RED, Scorpion Child, Richie Kotzen, Far From Finished e con band italiane che nulla hanno da invidiare agli stranieri The Fire, The Electric Diorama, Andead.
    E il tour non si poteva concludere meglio, visto che abbiamo vinto il contest di Virgin Radio e avuto la possibilità di suonare davanti (e insieme) a Piero Pelù all’Hard Rock Cafè di Firenze, davanti ad un bellissimo pubblico, è stata veramente una serata magica.
    E adesso non vediamo l’ora di ripartire.
  • Qualche anedotto simpatico del tour?
    Tommy: L’altro giorno ho aperto la valiga con dentro il merchandise che vendiamo ai concerti, che non aprivo da quando siamo tornati dalle date dei festival di Giugno e ci ho trovato dentro una quantità imbarazzante di bottiglie di birra della marca che avevamo nel camerino in Svizzera…a fine concerto gli organizzatori avevano detto che potevamo portarci via quello che volevamo e si vede che qualcuno di noi (posso immaginare chi) non si è fatto pregare.
    Olly: Le band dicono che spesso i locali non le pagano, ora senza fare nomi per ovvie ragioni, ci è capitato una sera di essere pagati non con la moneta locale, ma in erba. Ma una quantità che se l’avessimo rivenduta ci avremmo fatto il doppio di un cachet normale. Ovviamente è stata usata in altro modo.
    Tommy: Una volta un locale ci ha tirato una fregatura e per le solite scuse ci ha detto che non ci poteva pagare il cachet stabilito, ma che ci avrebbe offerto da bere quello che volevamo. Olly ha detto “Ok, ma fidati che non ti conviene”. A fine serata Olly è svenuto nel furgone dove ha passato la notte in coma, ma il tipo del locale quando siamo tornati la seconda volta ha preferito pagarci tutto il cachet.
  • E quando tornerete a suonare live?
    tour_wakeupcallOlly: A ottobre torniamo subito live, abbiamo in programma 7 date questo mese, partendo il 10 Ottobre da Roma, poi dopo torniamo in Repubblica Ceca per un paio di date e poi per la prima volta suoneremo in Polonia, per 4 date. Poi tornati ci concentreremo un attimo sugli ultimi dettagli dei singoli: video, foto, insomma la parte promozionale e poi abbiamo un po’ di altre situazione live in costruzione…si parla di Russia, si parla di tornare forse in Olanda, sicuramente Svizzera e forse si apre qualche porta in Germania.
    Tra le altre cose, come sempre quello che ci piacerebbe di più, sarebbe riuscire a fare più date in Italia, oltre a Roma, ma che fino adesso è la cosa che ci risulta più difficile da organizzare, ma stiamo lavorando anche per quello.

Grazie mille per la chiacchierata e per tutte queste novità. Un saluto ai nostri lettori?

Tommy: Se siete arrivati a leggere fino a qui vi ringraziamo davvero tanto, vi consigliamo di continuare a seguire Brainstorming Magazine che supporta la musica e le band italiane e li ringraziamo per questo.
Se poi volete sostenere anche noi, vi indirizziamo alla nostra pagina FB sempre aggiornata, da li troverete tutti i link ai vari youtube, spotify, negozio online e tutte le prossime date live: www.facebook.com/wakeupcallrock
Grazie mille e sostenete sempre la musica originale, ascoltate sempre e date più di un’occasione alle band giovani, underground e alle prime armi; anche i Green Day all’inizio non sapevano accordare le chitarre, ma poi sono diventati i Green Day.
Un saluto a tutti!

http://www.wakeupcallrock.com/

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