Luca Bretta: “Cercherò di andare avanti senza mai fermarmi!”

Luca è un giovane cantautore di Ferrara che cerca senza sosta di trovare il proprio posto nel mondo della musica. Prima con una band, ora come solista, ha già raggiunto con i suoi brani traguardi importanti come il Festival Show, arrivando anche in vetta a parecchie classifiche.

• Com’è nata, intanto, la tua passione per la musica?
La mia passione per la musica è nata quando ero piuttosto piccolo. Già all’età di 9 anni, ispirato alle icone principali della musica di fine anni ‘90 (come Lunapop, Backstreet Boys, 883, Red Hot Chili Peppers, Five, Blink 182, Offspring e molti altri…), incisi le mie prime canzoni su una musicassetta. Mi piaceva molto scrivere dei testi che trattassero argomenti anche importanti, tipo l’amore (che ovviamente non potevo minimamente immaginare cosa fosse a quell’età) per poi cantarle sopra le musichette strumentali dei videogiochi per lo storico Nintendo, registrandole su una cassetta grazie ad un piccolo registratore che mi regalò mio papà per Natale. Tuttora ho tenuto da parte quelle registrazioni. Mi ricordo che riempii due musicassette con dieci canzoni ciascuna. Ufficialmente tutto iniziò nel 2007 quando fondai la mia prima rock band nella quale militavo come bassista e autore dei pezzi inediti. Fu un periodo particolarmente bello che mi portò a pensare definitivamente che vivere di musica sarebbe stato il mio sogno.

• Quanto è importante saper suonare uno strumento durante la composizione delle tue canzoni?
E soprattutto: scrivi prima la musica o prima le parole?
Tutte le mie canzoni partono essenzialmente da un giro di chitarra, di piano o di basso. Quindi, per quanto mi riguarda, saper suonare uno strumento diventa un punto fondamentale per la composizione delle mie canzoni. Il testo nasce successivamente, la musica mi detta letteralmente le parole del pezzo. È veramente raro che una mia composizione inizi dalle parole.Bretta

• Prima cantavi in una band, poi hai intrapreso la carriera da solista: come mai questa decisione?
Portare avanti l’esperienza di una band, soprattutto se si nasce come un gruppo di amici orientato quasi ed esclusivamente a divertirsi, è molto difficile. Ogni membro, col passare del tempo, e a causa della fine delle scuole superiori, ha intrapreso nuovi percorsi che hanno cambiato in maniera molto rilevante l’atmosfera che si era creata all’interno del gruppo. Io, d’altro canto ero (e sono ancora) molto motivato a inseguire questo mio sogno, quindi ho deciso di continuare anche da solo, cambiando genere e direzione.

• Che rapporto hai con i social? Internet è più una benedizione o una condanna per un artista?
Il mio rapporto con i social è ottimo. Seguo molto Facebook e Youtube , ma sono presente anche altrove.
Credo che questi mezzi di comunicazione virtuali offrano una grande opportunità di visibilità per gli artisti; soprattutto agli emergenti che, solitamente, non potendo permettersi grosse spese di promozione, possono comunque contare su un pubblico molto vasto e di tutte le età. Al giorno d’oggi il web è diventato quasi più potente della televisione.

• Hai recentemente suonato all’Arena di Verona: raccontaci la tua esperienza!
Cantare all’Arena per me è stato come vivere un sogno. Non avrei mai potuto immaginare di riuscire a salire su quel palco alcuni mesi fa. C’erano quindicimila persone quella sera! Ero quasi spiazzato da una tale atmosfera. È incredibile pensare come nel 2000 i miei idoli di allora, i Lunapop, vinsero il Festivalbar proprio in quella location dove mi ci sono ritrovato anche io. Sono arrivato terzo, ma poco importa, questo traguardo è stata la vera vittoria.
Molte persone che si complimentano con me per questa esperienza credono che sia il punto di arrivo della mia carriera da cantante, ma si sbagliano! Io cercherò di andare avanti come un treno senza mai fermarmi, puntando anche alto. Sono curioso di vedere cosa mi riserverà il futuro!

• Ti piacerebbe collaborare con qualche artista in particolare? Se sì, perché?
Sì, mi piacerebbe molto fare un featuring con qualcuno. A dire la verità, già da tempo sto pensando di collaborare con qualche artista della scena musicale italiana. Chiaramente è tutto da definire, ma posso assicurare ai miei fan di aspettarsi delle belle sorprese!

• Qual è la tua canzone a cui sei più affezionato?
La canzone a cui sono più affezionato, tra quelle che ho pubblicato, è sicuramente “Studio a FE”, perché racconta la routine di uno studente universitario fuori sede che decide di studiare a Ferrara, città in cui attualmente studio anche io. Diciamo che questo pezzo ritrae la mia vita appieno e si può considerare una sorta di autobiografia. Il fatto che molti universitari ferraresi si riconoscano nel testo della canzone mi fa molto piacere. È stato veramente soddisfacente regalare nuove emozioni ai miei compagni.

• Hai dei nuovi progetti in cantiere?
Sì, a metà ottobre inizierò le registrazioni del mio primo album. Ho aspettato molto tempo prima di prendere questa decisione. Ho sempre tenuto da parte i miei pezzi migliori in attesa di un avvenimento per cui valesse la pena pubblicarli. Ho provato per tre anni consecutivi tutti i talent show italiani senza ricevere alcuna attenzione e lo stesso trattamento me lo hanno riservato le major e molte etichette indipendenti. Ho deciso di andare controcorrente, autoproducendomi il disco che, se non troverà nessuna mamma pronta ad accompagnarlo nella selvaggia giungla della discografia nazionale, cercherà in ogni modo di farsi spazio da solo. E sono sicuro che un posticino lo troverà, con pazienza, ma ce la farà!

Grazie a Brainstorming Magazine per la divertentissima intervista! Vi aspetto sulla mia pagina Facebook o sul mio canale Youtube a farvi un giro! Ciao!

Facebook: https://www.facebook.com/pages/Luca-Bretta/261285197275521?fref=ts
Youtube: http://www.youtube.com/user/lucabretta?feature=watch

Sara Picello

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