RED RONNIE: “Vado incontro ad ognuno come un bambino con le braccine aperte”

Le ragazze di Brainstorming hanno avuto l’onore di intervistare colui che delle interviste ne ha fatto il suo mestiere: Gabriele Ansaloni, meglio conosciuto come Red Ronnie (Red per il colore dei capelli e Ronnie in onore del suo idolo, il pilota di Formula 1 Ronnie Peterson).

La sua carriera inizia alla fine degli anni ’70 come DJ nella prima radio libera bolognese, trasmettendo punk e rock.

RED RONNIESi è cimentato in diversi ruoli anche in campo politico e sportivo, ma è principalmente conosciuto come giornalista musicale. Negli anni ha intervistato davvero chiunque, come ad esempio Bob Marley e Paul McCartney. Attualmente conduce il Roxy Bar Tv, un programma in streaming dedicato soprattutto alla musica emergente.

RED RONNIE

RED RONNIE

In questi giorni ci siamo documentate e leggendo la tua biografia abbiamo pensato subito al film “I love radio rock”, sembra ispirato alla tua vita!

Sì, ho avuto la fortuna di vivere negli anni ’60 che è stato un periodo davvero magico per la musica. Ricordo ancora il giorno in cui al bar arrivò uno che mi disse “Ma lo sai che è possibile fare una radio? C’è una legge sulle frequenze che lo permette”. Mi ritrovai così a divulgare quello che era il mio sogno: la musica. Iniziai con la prima radio di Bologna a mandare la musica che amavo.

A me non interessavano i cantautori, anche se dopo avrei fatto una radio con Dalla e Guccini, mi interessava Jimi Hendrix, Janis Joplin… ovvero la musica che avevo sempre amato e che non era mai stata trasmessa dalle altre emittenti.

Poi arrivò il punk, una rivoluzione totale, non solo per la musica. All’interno del movimento punk c’era il mio idolo Mark Perry che aveva fondato una fanzine, un giornale underground, e questo ha dato il via al mio primo giornale indipendente e alla mia carriera giornalistica.

Oggi ho la fortuna di assaporare lo stesso spirito, quello che faccio con Roxy Bar Tv è ancora punk, ovvero una rivoluzione. Un canale che va in onda ventiquattr’ore su ventiquattro in tutto il mondo è qualcosa di straordinario, mi permette una libertà incredibile e di continuare a divulgare quella cultura che io amo. Chi viene da me ha una libertà tale che è inebriante, infatti non vengono solo artisti che non hanno possibilità di andare in tv.

Parlando proprio del Roxy Bar, questo rimane uno dei pochi spazi per gruppi emergenti. Secondo te come fanno i giovani, vista la società attuale, a non avvilirsi? Come fa un gruppo a colpire il pubblico e non rimanere inosservato?

Un giovane non deve mai avvilirsi. Il giovane ha il mondo e il futuro in mano, è una questione anche biologica. I politici possono essere corrotti quanto vogliono, ma moriranno prima dei giovani. Quindi non ti devi avvilire.

Però i giovani hanno grandi colpe. Prima tra tutte il non indignarsi. Ti faccio un esempio: i giovani che hanno votato per salvare Valerio Scanu dall’Isola. Per quanto io Valerio Scanu l’abbia difeso nei confronti della Feltrinelli, però non ci siamo, non sono queste le cose per cui si deve combattere. Tu devi difendere ciò che sei e per difendere ciò che sei, non devi perdere tempo in stronzate. Devi essere concentrato.

Per esempio mi hanno scritto su Twitter “Quando dormi?” dormo pochissimo, perché non c’è tempo per dormire. Oggi bisogna stare svegli, bisogna reagire e inventare cose. Ma soprattutto si deve lottare per quello in cui si crede, come ha fatto la mia generazione. Oggi nessuno fa più battaglie, è assurdo che sia io a dare spazio agli emergenti.

Ai coetanei dei ragazzi non gliene frega niente dei ragazzi, vogliono imitare i vecchi.  Ma ancora peggio sono i ragazzi politici che nascono già vecchi. Alla fine devono essere i ragazzi a prendere in mano il loro mondo e aiutare i propri coetanei.

Hai un sacco di entusiasmo che trasmetti al tuo pubblico. Come fai a mantenere lo stesso entusiasmo di quando avevi iniziato?

Molto semplice: io do sempre fiducia al mondo. Do fiducia a tutto ciò che mi accade. Do fiducia alle persone che incontro. Ti verrebbe da dire “Vabbè, ma prendi delle fregature!” è vero, ma non è questo il problema. Io prenderò delle fregature, ma ho anche delle soddisfazioni. Vado incontro ad ognuno come un bambino con le braccine aperte. Mi dimentico delle persone che mi hanno tradito, o meglio non mi dimentico, ma penso che la persona che sto incontrando non è come le persone cattive incontrate fin ora. Penso che la situazione che sto attraversando è una situazione che mi dà delle opportunità. Sono abituato a guardare sempre il lato positivo.

Ci sono stati momenti della tua carriera in cui mantenere quella tua positività è stato più difficile?

Mi sono capitate delle cose molto dolorose però vado avanti, l’entusiasmo ce l’hai perché credi in qualcosa.

Ho avuto la fama, ma non stavo bene quando ero famosissimo. Ho vinto dei telegatti per i vari programmi, ma l’unico che mi piaceva era il Roxy Bar.

Dipende sempre dalla ragione per cui tu fai qualcosa.  Se le tue priorità sono guadagnare, diventare famoso o rimorchiare diventerai bravissimo in queste cose, ma non segui quella che è la tua missione. Ti perdi. Tu ti devi sempre chiedere “Con questa cosa chi sto aiutando? Alla fine di questo programma chi va a casa contento? Ha chi ho dato della positività?”

 

Oltre ai consigli per i musicisti, hai qualche suggerimento anche per chi vuole lavorare nel campo musicale?

Ricordati che ognuno di noi deve cercare la cosa in cui è bravo. Se sei bravissimo a fare il falegname, non puoi pensare di fare un programma televisivo. Diventa brava a fare il falegname. C’era un periodo in cui tutti dicevano “Voglio diventare famoso”, ma diventare famoso non è un mestiere. Tu puoi diventare famoso perché sei un bravo cantante o perché sei un bravo fontaniere. Devi capire per cosa sei nato e quali sono le tue caratteristiche. Ognuno di noi è nato con delle peculiarità e deve cercare queste peculiarità. Io non so andare forte in moto e quindi è inutile che voglio diventare come Valentino Rossi, io so fare le interviste e allora devo fare questo! Non puoi sognare ciò che non ti appartiene.

Hai intervistato davvero tante persone. Chi manca alla tua lista dei desideri?

Mi mancano Jimi Hendrix e John Lennon. Con Jimi Hendrix ho avuto dei contatti seppur indiretti: sono entrato in possesso della sua chitarra, mi ha mandato dei messaggi tramite un suo amico.

Grazie mille per l’intervista e per i preziosi consigli!

RED RONNIE

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Camilla Ortolani e Noemi Schiari

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