Un concerto in prima fila è un concerto vissuto.

E’ vero: se vuoi ascoltare come si deve un concerto il punto migliore in cui posizionarti è vicino al mixer. E’ esattamente per quello spazio che vengono calibrati tutti i suoni. Poi se ti stanchi, salvo piccole eccezioni, il mixer offre sempre una transenna a cui appoggiarti.

Se sei una persona particolarmente socievole e non troppo schizzinosa, ti potresti trovare a tuo agio in mezzo alla folla. Non hai una fila da difendere e puoi andare e venire quando vuoi. Probabilmente sei anche colui/colei che ha fatto partire un pogo da paura!

Certo, se sei una ragazza mingherlina e bassina come me ci sono buone probabilità che tu non veda nulla, potresti intravedere una testolina saltellante  ogni tanto. L’acustica non è neanche tra le migliori. Potresti passare le pause tra una canzone e l’altra chiedendo al tuo vicino “che ha detto?”.

Poi c’è la prima fila.

Richiede impegno, ma regala grandi soddisfazioni. Forse dovrai arrivare lì la mattina presto, in alcuni casi anche la sera prima, ma con una buona organizzazione alla fine queste cose non ti spaventeranno più.

La prima fila non avrà l’audio migliore, però è comoda: puoi buttare il tuo zaino, la tua giacca e qualsiasi cosa tu abbia davanti alla transenna. Arrivando presto puoi socializzare con tutto lo staff  il quale ti fornirà gratis l’acqua per sopravvivere al posto tanto desiderato.

Mi raccomando: non riempirti d’acqua!

Non potrai andare in bagno ogni volta che vorrai.

Per la prima fila ci vuole fisico e buona resistenza, ma quando le luci si abbasseranno e loro, i tuoi idoli, saliranno sul palco tutte le fatiche svaniranno. Senti ogni nota che invade il tuo corpo, ti immergi completamente nel momento dimenticando tutto il resto del mondo.
In prima fila il concerto è tutta un’altra cosa. In prima fila TU sei il concerto. Il concerto senza di te non è nulla.

 

Camilla Ortolani

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