I Travellers oltre i confini del rock

Deatheaters” è il primo album dei Travellers. Arrivato dopo un anno di pausa, il lavoro celebra la rinascita della band. Non solo un nuovo nome (da Traveller’s Tales a Travellers), ma anche un nuovo stile: dal punk rock ed emo, al pop e rock elettronico.
Nove sono le tracce che compongono l’album, di cui una strumentale, “Godric Hollow”. Nove tracce che esplorano tutti i confini del rock. Si passa dal rock progressivo, stile 30 Second To Mars, di “Join the club”, all’alternative rock di “Young blood”. Si va dal post – grunge, stile Nickleback, di “Heavy eyes”, all’hard rock di “The upside down”. C’è l’elettrorock, in “Adrastea (Northern Lights)”, e ci sono anche il punk rock e l’ hardcore, in “The house built in Neibolt” e “The devil’s path”.

Il punto di forza della band è l’energia. Ma, si sa, l’energia da sola non basta. E non basta neanche ai Travellers. Forza, grinta, versatilità: sono queste le caratteristiche che la accompagnano. I Travellers dimostrano di conoscere bene il rock, in tutte le sue sfumature, e non solo. Si affacciano con facilità al pop e all’elettronica. Sanno esplorare e sperimentare. Sanno spingersi oltre i loro limiti.
Al primo ascolto, “Deatheaters” non riesce a non incuriosire e sbalordire allo stesso tempo: è inimmaginabile che sia un album di esordio. I Travellers si sono ritrovati: hanno saputo trovare nuove rotte, nuovi stili, nuovi generi. Hanno saputo riscoprire loro stessi, reinventandosi.
Davvero un ottimo lavoro per la band.

 

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Anna Gaia Cavallo

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