Lavorare come Consulente musicale, il racconto di Silvia

Sono tantissime le figure professionali che lavorano nel music business e oggi parleremo di una meno conosciuta: la consulente musicale. Cosa fa? Come si diventa consulente musicale? Ce lo racconterà Silvia Porcari!

consulente musicale sound trip

Lavorare come Consulente Musicale

Silvia lavora nel settore musicale da quando è un’adolescente. Ha iniziato con la moderazione di forum e la promozione di artisti internazionali per la Universal Music. “A 18 anni collaboravo già con management internazionali e ho ottenuto la mia prima offerta di lavoro vero e proprio, che però ho dovuto rifiutare perché ero ancora al liceo e mi avevano chiesto di trasferirmi a Milano”. Una volta finito il liceo ha continuato i suoi studi in ambito musicale a Londra e si è laureata alla BIMM in Music Business. Silvia ha lavorato per diversi anni nell’organizzazione di festival per poi fondare il suo progetto di consulenza musicale, Sound Trip.

Che cosa vuol dire essere una consulente musicale?

Una consulente musicale offre supporto ad artisti, o/e etichette anche, laddove sia necessario. Al centro c’è la promozione dell’artista e lo sviluppo di strategie che consentano a quest’ultimo di lanciare la propria carriera con consapevolezza e una struttura che può funzionare. Gli artisti, specialmente quelli emergenti, spesso non sanno come muoversi nel mondo della musica e il mio obiettivo principale è quello di fargli da guida.
I servizi offerti dal consulente poi variano in base alle competenze e l’esperienza dello stesso e, in sintesi, serve a “tappare i buchi” dove l’artista non può o non sa arrivare per un motivo o per un altro. Non è molto diverso dall’essere manager, per molti versi, ma ti permette di lavorare con più artisti o, come ho già accennato, con etichette senza il classico contratto e impegno da manager. Poi, di nuovo, dipende dai servizi che offre il consulente.

Quali sono i tuoi compiti?

In realtà i miei compiti sono molti di più di quelli di un semplice consulente musicale. Con il mio progetto Sound Trip ho pubblicato un ebook intitolato “La Guida Completa per l’Artista Emergente”: il cui scopo è appunto quello di aiutare e guidare gli artisti, soprattutto gli emergenti, a lanciare la propria carriera. Ma Sound Trip non è solo questo, è anche una piattaforma di informazione per chiunque sia interessato a entrare nel mondo della musica. Sto registrando un podcast, per esempio, da Gennaio 2020 – che ho deciso di posporre causa emergenza Covid – in cui intervisto altri professionisti del settore e andiamo a scoperchiare alcuni miti dell’industria, ne discutiamo i vari lavori e in generale diamo informazioni su come funziona davvero.
Infine come consulente musicale vera e propria offro vari servizi come aiuto nella creazione e sviluppo del brand dell’artista, realizzazione di merchandise, pianificazione di tour, ufficio stampa, sviluppo di strategie di promozione e aiuto nella gestione dei progetti (es. un album/EP), servizio di feedback A&R ed eventuale presentazione ad etichette indipendenti e molto altro. Tutto ciò sia in territorio italiano che internazionale, con attenzione particolare al Regno Unito che è la mia patria adottiva.

Come scegli gli artisti con cui collaborare?

Normalmente sono gli artisti a trovare me o la collaborazione nasce da una conversazione con uno sconosciuto un sabato sera ad un locale (di questi tempi un po’ più difficile). Accetto materiale da chiunque abbia bisogno di aiuto o chiarezza e gli offro una prima consulenza breve completamente gratis in cui facciamo il punto della situazione.

È ovvio che l’artista mi deve piacere e devo vederci del potenziale, altrimenti è tutto inutile. Una cosa importante per me è individuare un artista che ha le idee chiare su ciò che vuole, anche se magari non sa come ottenerlo o come arrivarci, l’importante è che ci sia una coerenza e un quadro generale della situazione.

Se invece l’artista ha ancora le idee confuse, normalmente cerco di spingerlo a buttare giù le sue idee e sviluppare il quadro. In qualche modo cerco sempre di aiutare, anche se poi la collaborazione non va avanti per un motivo o per un altro. È quello che mi interessa.

Qual è la parte più bella del tuo lavoro?

Non sono una persona molto sentimentale e la frase che sto per dire mi da sempre un po’ fastidio ma, onestamente, la cosa più bella è realizzare l’idea (il sogno) di un artista a livello pratico. Ho lasciato il mondo dei festival musicali perché sentivo di non fare abbastanza e questo lavoro mi consente finalmente di aiutare una persona, spesso sconosciuta, ad arrivare dove vuole. Lo so, è una visione molto romantica della cosa, ma è veramente così. Amo “aiutare” dove posso e vedere la soddisfazione dell’altra persona è una sensazione impagabile. Sarà che vengo da un percorso in cui ho lavorato tanto e, a volte, invano per arrivare dove sono… mi piace pensare di poter risparmiare un po’ della fatica che ho fatto io anche al prossimo.

E la più brutta?

Non ho paura a dire quello che penso e quindi farò una dichiarazione un po’ controversa. La cosa più brutta del mio lavoro è doversi spesso e (non) volentieri rapportare e confrontare con persone del settore che lasciano a desiderare. Mi spiego meglio. Io ho un’avversione totale per chiunque creda di sapere tutto o che, come si dice a Roma, “se la tira”. Ci sono molte persone del settore che credono di essere chissà chi ed è una cosa con cui non riesco ad andare d’accordo. Specialmente come donna giovane quale sono (ho 27 anni). Io apprezzo molto l’umiltà e molto spesso, nella musica come nell’intrattenimento in generale, è una qualità che si perde.

Se qualcuno volesse seguire la tua stessa carriera, che consiglio gli daresti?

Non ti fermare mai e non smettere mai di voler imparare da tutto e tutti. Buttati in qualsiasi lavoro e circostanza, purché sia etica, in cui puoi conoscere gente del settore e confrontarti o fare esperienza. Spesso fa paura e quella paura è fondamentale per spingerti ad andare avanti. Non scendere mai a compromessi e insegui ciò che vuoi senza prestare attenzione a chi ti vuole ostacolare. A livello pratico, comincia dalle serate live della tua città, frequenta i locali di musica live e fai amicizia con artisti e non, tieniti informato sull’industria e studia come funziona, frequenta gli eventi giusti e non aver mai paura di dire la tua o di presentarti a qualcuno, ricerca opportunità e, se non ce ne sono, crearne. Se vedi un artista o una band che secondo te ha un potenziale, buttati e crea la tua opportunità.

Un esempio pratico? Quando sono “morti” i forum sui cui collaboravo con l’Universal ero disperatamente alla ricerca di altre opportunità. Non ne trovavo nessuna. Un giorno vedo un post di un’amica su Facebook ed era un video di un’intervista ai bootcamp di X Factor UK di una boyband che si chiamava One Direction. Non li avevo neanche mai sentiti cantare (e non si erano ancora mai esibiti insieme) ma ho subito capito che avrebbero fatto strada. Il giorno stesso ho creato un account Twitter per spargere la voce in Italia, con l’aiuto di questa mia amica a cui piacevano. Dopo qualche mese era l’account di riferimento per il fanbase italiano. Dopo che la band ha firmato con Syco/Sony, siamo state contattate dal management inglese (Modest! Management) per lavorare con loro. Avevo 17 anni, poche conoscenze e nessuna opportunità in vista, perciò me la sono creata da sola.
Non aspettare che siano gli altri a darti un lavoro, scegli sempre un approccio attivo alla tua carriera. Le opportunità – specialmente nella musica – non cadono dal cielo!

sound-trip.it/

 

Leggi anche –> Lavorare come Booking Agent, il racconto di Francesca Gabbriellini

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
5.00 avg. rating (95% score) - 1 vote