Miguel & La Muerte, “BLAXPLOITATION”: originalità e blues

Un progetto nato con l’intento di suonare cover blues si trasforma in un originale duo toscano: stiamo parlando dei Miguel & La Muerte (Michele Serafini e Marco Fedele). Il loro album d’esordio si intitola “BLAXPLOITATION” e già dal nome è tutto un programma!

BLAXPLOITATION

Miguel & La Muerte

I Miguel & La Muerte spiccano senza dubbio per l’originalità, partendo proprio dal nome dell’album, BLAXPLOITATION, che fa riferimento ad un sottogenere cinematografico degli anni ‘70 dove i protagonisti erano gli afroamericani e il loro indubbio senso del ritmo con il funky e il soul.

I ragazzi decidono di mixare le influenze del mondo blues alle loro origini toscane, trasformando termini dialettali in espressioni inglesi, il tutto raccontando esperienze di vita reale quasi come in un film.

Indubbio è il talento dei due ragazzi: un duo polistrumentista con un livello davvero alto e delle voci che ti portano davvero lontano. Le loro sonorità e l’alternanza tra chitarra acustica e giri decisamente più ritmati ti fa viaggiare tra diverse immagini: un viaggio on the road tra le campagne americane a bordo di un pickup di qualche contadino, il country che si può trovare nei locali di qualche città lungo le highways, un pic nic tra i campi. In generale una sensazione di divertimento e genuinità.

BLAXPLOITATION

Senza dubbio il brano che riassume perfettamente l’album è proprio la prima traccia: “Pendular Blues” ovvero alternanza tra tra parti elettriche più decise ed altre acustiche. Il filo conduttore dell’album è il sound che passa dal country vero di “Nuclear Flower” alla ballad “Experience“, un po’ folk, che ci ha conquistate dal primo ascolto! Il brano che darà molte soddisfazioni e spunti divertenti live è sicuramente “Torpedo Fish Pt . I & II”: brano decisamente curioso, ancora non lo abbiamo capito bene ma con citazioni da Star Wars a Back To The Future, forse c’è poco da capire e solo da ascoltare e divertirsi. Un’unica nota di perplessità dalle molte parti suonate, come l’intro di “Nervous”: è quasi un dialogo con la chitarra elettrica. Molto bello e tecnico ma che personalmente potrebbe non incuriosire nella continuazione del brano, che diventa invece molto orecchiabile nel ritornello.

I Miguel & La Muerte hanno fatto un gran lavoro con il loro primo album: non banale e con delle sonorità massicce. Sicuramente appropriato per gli amanti delle parti strumentali a cui lasciano grande spazio, senza dubbio essenziali per questo genere, ma brani che sicuramente sono da ascoltare live per avere un’esperienza davvero completa.

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