Friday in Love 2025 #28 riporta gli album: ecco “Il Cacciatore di Orizzonti” di Atlantide e i Laica Luna con l’EP omonimo, due ascolti perfetti per arrivare alle ferie di Agosto
FRIDAY IN LOVE 2025 #28
Atlantide – Il Cacciatore di Orizzonti

Peppe Santangelo – sotto il nome collettivo di Atlantide – consegna un’opera che ha il respiro del viaggio e il cuore del sogno; un album che sfugge alle etichette, in bilico tra cantautorato classico, pop elegante e slanci poetici che sanno di jazz, sale e vita.
Dodici tracce come dodici tappe di un itinerario umano e musicale: si parte con Immagina o Musa, un’introduzione quasi rituale, in cui Santangelo invoca l’ispirazione come un antico aedo, prima di lasciare spazio alla voce intensa di Michele Frigoli, che interpreta ogni brano con passione misurata e presenza vibrante.
C’è tutto in questo disco: la guerra in Salsedine, il bombardamento invisibile della tecnologia in Lo Spettatore, l’intimità delicata di Viaggia con me, e la bellezza semplice delle piccole cose in Come l’onda che spuma. C’è spazio anche per la leggerezza pop – Milady su tutte – ma sempre con quel tocco di profondità che non scade mai nel banale.
La title track Il Cacciatore di Orizzonti è una dichiarazione d’intenti, una sorta di manifesto per chi non smette mai di cercare, anche quando l’orizzonte sembra lontano o sfocato. È il brano che più di tutti incarna l’anima del disco: quella tensione continua tra la realtà e il desiderio, tra la terra e il sogno.
Chiudono l’album brani che sembrano quasi epiloghi letterari: Navigante, che riflette sul senso della scrittura, e L’uomo che mi ha rapita, un omaggio dolcissimo e sorprendente alla figura del padre.
Il Cacciatore di Orizzonti è un disco che andrebbe ascoltato con calma, magari guardando il mare. Un lavoro maturo, stratificato, eppure immediato. E potrebbe tranquillamente essere la colonna sonora di un film, come un’esplorazione musicale fatta con cura.
RIYL: Fabio Concato, Samuele Bersani, la poesia pop di Niccolò Fabi.
Laica Luna – Laica Luna

Con il primo EP omonimo, i Laica Luna ci portano in un viaggio sonoro che ha il passo del rock alternativo, l’anima inquieta del grunge e la testa tra le nuvole della psichedelia. Cinque brani e una bonus track che sembrano piccoli cortometraggi mentali, pensati per essere assaporati lentamente, come un bicchiere di vino forte in una vecchia osmiza triestina.
Laica Luna è un titolo che già dice tutto: un approccio disilluso e lucido alla realtà, ma senza rinunciare a sentire. La band non prende per mano, sfida: ascolta, rifletti, scava. Ogni brano è una lente diversa per osservare il mondo – il proprio e quello collettivo – con uno sguardo che oscilla tra il distacco critico e la partecipazione emotiva.
Si parte con Fascino austero, un manifesto di resistenza contro chi impone modelli e verità prefabbricate. Un inno alla libertà di essere se stessi, suonato con la ruvidità necessaria e il piglio da rock band che sa dove vuole andare. A metà tra critica sociale e diario personale, il brano è anche un tributo implicito alla Trieste di Basaglia, dove la libertà è davvero terapeutica.
Con Stella polare si entra nel cuore più malinconico del disco. Una ballata spaziale e intima, che cita Battiato senza bisogno di imitarlo, e ci ricorda che ogni anima errante ha il diritto di cercare la propria luce. Il tutto sorretto da un suono stratificato e profondo, che ti avvolge come una notte d’estate.
Martirio è il brano più oscuro, quasi un’eco esistenziale di chi perde il contatto con la propria identità. Suoni distorti, tensioni sotterranee, e quella sensazione di stare ai margini del conosciuto. È qui che l’EP tocca le sue corde più fragili e coraggiose.
Poi arriva Una canzone semplice, che semplice non è affatto. Come una tela surrealista, gioca con le aspettative per poi rovesciarle: promette leggerezza e regala spiazzamento. Un piccolo gioiello metanarrativo che strizza l’occhio al pubblico e lo sfida.
Infine, la bonus track acustica di Fascino austero chiude il disco con una risata agrodolce. Cori improvvisati, bicchieri che tintinnano, e un’atmosfera da osteria che smonta l’apparente serietà del brano originario. Una chiusura che è quasi un brindisi.
Laica Luna è un EP che riflette, si sporca, si ribella, intenso ma non pretenzioso, visionario senza essere finto.
RIYL: Verdena, CSI, Nirvana acustici, le visioni cosmiche di Battiato
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