“Happy” è un titolo che mente, e MIVERGOGNO lo sa bene

Dietro quella parola luminosa e positiva solo in apparenza, si nasconde un disco che sotto sotto non vuole consolare, ma mostrare le crepe che ogni giorno ci portiamo dentro. Stiamo parlando di “Happy”, il nuovo album di MIVERGOGNO uscito per Dischi Sotterranei.

 

HAPPY –  MIVERGOGNO

L’artista marchigiano torna dopo “Filippine con un concept album che smonta l’idea stessa di felicità, trattandola come un miraggio che si dissolve appena provi a guardarlo troppo da vicino. In dieci tracce, “Happy si muove con ironia in mezzo alla disperazione, creando un vortice d’amore punk inaspettato. Il disco suona ruvido, essenziale, eppure i testi comunicano un’urgenza sincera di buttare fuori tutto quello che si ha dentro.

Non c’è ricerca di suoni perfetti – ecco il vero punk, per l’appunto – ma ciò che conta davvero per MIVERGOGNO è riuscire a comunicare delle sensazioni che siano vere. “L’amore mente” e “Cura di te”, brani che tra l’altro hanno ben anticipato il disco, sono due esempi di questa tensione continua: dire tanto con poco, gridare senza alzare la voce.

MIVERGOGNO non fa l’eroe né la vittima, e forse è proprio questo a renderlo credibile. In un panorama in cui molti cantautori inseguono estetiche preconfezionate, lui sembra fregarsene, scegliendo invece di raccontare la verità di chi quotidianamente lotta ma senza mai arrendersi.

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