FRIDAY IN LOVE 2025 #42: le pagelle di Flame, 4Grigio e Antonio McFly Morelli

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Friday in Love 2025 #42 conclude questa nuova settimana con tre nuovi singoli. Ecco “Ultima Stella” di Flame, “Dimora” di 4Grigio e “Urban Jungle” di Antonio McFly Morelli

FRIDAY IN LOVE 2025 #42

Flame – Ultima Stella

Si torna a sognare con “Ultima Stella”, una ballad pop-urban dalle tinte elettroniche che combina romanticismo e vibrazioni dance. Un brano che punta dritto al cuore, ma senza rinunciare alla spinta moderna delle produzioni più attuali.

“Ultima Stella” parla di quell’amore che continua a brillare anche quando tutto cambia, quando la vita ci porta altrove, quando le scelte non coincidono più con i sentimenti. È la storia universale di una luce che non si spegne, di una persona che rimane punto di riferimento anche a distanza, anche nel silenzio.

La produzione mescola pop urban e atmosfere cinematiche con grande cura, creando un equilibrio tra intensità emotiva e immediatezza radiofonica. Il risultato è un brano elegante ma diretto, perfetto per un ascolto notturno tanto quanto per le playlist più pop contemporanee.

A dare ulteriore profondità al pezzo è il dialogo vocale tra Flame e Giovanna Flaminio, figlia dell’artista. La sua voce, fresca e limpida, si intreccia con quella del padre creando un dualismo che dà al brano solennità, dinamica e una melodia ancora più avvolgente.

“È una canzone che nasce da un sentimento vero… c’è sempre qualcuno che rimane. È quella luce che non si spegne mai.”
Flame lo racconta così, e “Ultima Stella” rispecchia perfettamente questa sincerità: un beat morbido, arrangiamenti caldi, pennellate elettroniche e un ritornello che resta in testa.

La produzione firmata Skyline Recording completa il quadro con un sound pulito, moderno e impeccabilmente radio-ready.

RIYL: Coez, Frah Quintale (nei momenti urban più morbidi), Tananai, Coma_Cose, Fedez periodo più pop-dance.

4Grigio – Dimora

4Grigio torna con “Dimora”, fuori dal 14 novembre, e firma uno dei suoi brani più intensi e contemplativi. Una canzone che riabbraccia la grande tradizione cantautorale italiana, quella in cui la melodia nasce per servire il testo, non per ingabbiarlo. Qui tutto suona necessario: il pianoforte che sostiene ogni parola, gli archi che entrano come un respiro solenne, un notturno che si apre e si illumina come un cielo limpido.

Il filo che lega l’universo di 4Grigio — la sincerità, l’emotività senza filtri, la capacità di scrivere immagini più che frasi — torna anche in “Dimora”, forse con una nitidezza ancora maggiore. La sua penna sembra parlare direttamente all’ascoltatore, trascinandolo in quel momento preciso in cui si alza lo sguardo e tutto, all’improvviso, si fa più grande.

“Dimora” è una contemplazione cosmica, un istante di sospensione in cui un uomo osserva un cielo stellato e trova una pace primordiale, quasi spirituale. È quell’attimo in cui i mali del mondo si dissolvono e rimane solo la meraviglia di sentire, per un secondo, di appartenere davvero a qualcosa di immenso. Polvere di stelle, sì — ma per una volta senza smarrimento.

Il racconto dell’autore sulla nascita del pezzo amplifica questo respiro: il bisogno di ricordare che camminiamo su una sfera che corre nello spazio, che spesso ci dimentichiamo l’incomprensibile per sopravvivere, e che basta ritrovare il buio giusto per accorgersi di tutto ciò che avevamo perso di vista.

“Dimora” suona come una piccola colonna sonora dell’universo, una di quelle composizioni che sembrano fatte per accompagnare uno sguardo verso l’alto, lente, luminose, quasi eteree.

RIYL: Diodato, Brunori Sas, Samuele Bersani, Niccolò Fabi, Sigur Rós (nelle atmosfere).

https://open.spotify.com/intl-it/album/61hBsraiTxuB8VbVAg3Cfv

Antonio McFly Morelli – Jungle Groove

Un ritorno brillante, funkissimo e pieno di vita. Dopo il disco By The Night, l’artista rimette in moto il suo spirito danzereccio con un singolo che vibra tra funky vintage, groove urbano e quella sua inconfondibile estetica notturna.

Questa volta McFly sceglie l’inglese per raccontare una giungla molto diversa da quella tropicale: la giungla è la città, un labirinto di cemento dove ci si perde, si corre, si sopravvive. Il testo, sottile ma incisivo, gioca con la metafora urbana e si chiede se siamo ancora noi a controllare il ritmo della vita… o se siamo diventati prede nel traffico, nei palazzi che oscurano il cielo, nella frenesia quotidiana.

Il risultato è un brano che ti cattura da subito: basso caldo, chitarre funky che scintillano, beat pulsante e quel mood retro che McFly sa trasformare in identità personale. È impossibile restare fermi, e allo stesso tempo la canzone porta con sé una riflessione dolce-amara, perfettamente in equilibrio tra leggerezza e consapevolezza.

“Jungle Groove” non punta a fare morale, ma a prendere coscienza: in un mondo che assomiglia sempre di più a una selva distopica, siamo predatori o prede? McFly danza attorno a questa domanda con ironia e groove.

RIYL: Jamiroquai, Vulfpeck, Parcels, Cory Wong, Jungle.

Leggi anche -> Friday in Love 2025 #41: le pagelle di Roberto Salis e wrd boi 
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