Solo: “Ho imparato che non è mai troppo tardi per realizzare i propri sogni”

Solo Intervista

Solo torna con “Maybe Tomorrow…”: l’alternative rock che racconta la nostra epoca smarrita.  Un viaggio lucido e disincantato attraverso l’incertezza contemporanea: è questo il cuore di “Maybe Tomorrow…”, il nuovo singolo di Solo, cantautore e produttore indipendente che torna sulla scena con un brano intenso, schietto e profondamente attuale.

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Benvenuto Solo per questa nuova intervista! Il tuo percorso è caratterizzato da un’autonomia quasi totale, dai testi al mix. Quanto questa indipendenza ti ha formato come artista?

Mi ha formato totalmente, soprattutto dal punto di vista tecnico. E’ stato ed è un percorso complicato quello di affrontare tutte le problematiche che si presentano durante la lavorazione e pubblicazione di un brano da solo.

Guardando indietro, dal primo LP “Kaleidoscopio” a oggi, cosa senti di aver imparato su te stesso attraverso la musica?

Ho imparato che non è mai troppo tardi per iniziare a provare a realizzare i propri sogni, ma che sarebbe stato anche meglio decidersi prima.
Questa esperienza mi ha fatto capire che nella vita le scelte vanno, sempre, ponderate, ma che è vitale seguire il proprio istinto e la propria vocazione.

“Maybe Tomorrow…” sembra essere anche una riflessione intima, non solo sociale. Che ruolo gioca l’introspezione nella tua scrittura?

L’introspezione è fondamentale nella creazione di ogni mio brano; c’è il momento dell’ispirazione, dovuta ad un evento, e poi c’è l’analisi introspettiva.
Il processo di analisi dei propri pensieri, in relazione agli eventi che viviamo ed alle emozioni che da essi hanno origine, sono la bilancia che ci rapporta al mondo e che ci determina come persone.

Nel comunicato si parla di una visione “onesta e costruita mattone dopo mattone”: qual è stato il mattone più difficile da posare?

Sicuramente il primo, come in ogni decisione da prendere e mettere in essere, ma anche oggi sono cosciente, che il muro alzato con tante difficoltà non è ancora finito, né può considerarsi stabile.

Se dovessi descrivere la tua musica con una bevanda, quando sarebbe e perché?

Sarebbe del buon vino rosso: adatto per ogni occasione.

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