Machine Gun Kelly live a Bologna: il re di tutti i generi

Machine Gun Kelly live a Bologna

Domenica 15 febbraio abbiamo avuto la fortuna di assistere al concerto di Machine Gun Kelly all’Unipol Arena. Era da tempo che desideravamo vederlo dal vivo e finalmente ce l’abbiamo fatta.

Machine Gun Kelly live a Bologna

Machine Gun Kelly live a Bologna

Cosa aspettarsi da un concerto di MGK? Per non rovinarci la sorpresa abbiamo scelto di non guardare video di altri live, e questa decisione ha reso ogni momento ancora più sorprendente, a partire dalla semplice — ma mai banale — scelta della setlist. MGK è un artista fuori dagli schemi, che ha esplorato e continua a esplorare generi musicali diversi, rendendo ogni suo show imprevedibile.

Il concerto, infatti, è un vero mix di stili ed emozioni. La scenografia è quella di una pop star di altissimo livello: coreografie studiate nei minimi dettagli, palchi che si alzano e si abbassano, ballerine e maxi schermi con visual realizzati su misura. Eppure, in mezzo a tutto questo, MGK passa con naturalezza dal rap dei suoi brani più iconici all’emo punk, per poi virare verso il country e chiudere con classici pop.

Non a caso durante uno show ha dichiarato: “MGK sta per Multi Genre King”. E ha assolutamente ragione. Al di là dei gusti personali — io amo particolarmente la sua versione emo punk — riesce a padroneggiare ogni genere con grande credibilità, creando uno spazio in cui persone molto diverse tra loro si sentono unite. Lo spettacolo funziona alla perfezione e ti tiene incollato dall’inizio alla fine: due ore di concerto volate in un attimo. Sì, ha suonato per ben due ore.

Una delle cose che ho apprezzato di più è stata la sua capacità di interagire con il pubblico. Anche se lo show è evidentemente studiato nei minimi dettagli, riesce comunque a ritagliarsi momenti spontanei e diretti con i fan. Non sorprende che, a fine concerto, si sia fermato ad incontrare il pubblico: si percepisce chiaramente quanto ci tenga.

Bellissima anche la spontaneità di alcuni momenti, come quando sul palco secondario ha suonato “Time of My Life” dicendo: “È la prima volta, le prossime andranno meglio”. Ed è proprio questa autenticità a rendere il concerto di MGK qualcosa di speciale.

Una delle cose che più mi colpisce di Machine Gun Kelly è la totale libertà con cui vive il palco. Fa esattamente quello che sente, senza preoccuparsi di etichette, schemi o regole da rispettare. Se ha voglia si accende una sigaretta (o anche più di una), si ferma a leggere un cartellone e a parlare con chi gliel’ha portato, oppure balla come se fosse il membro di una boyband, senza alcun filtro.

MGK è questo: rompe gli schemi, mescola mondi diversi e riesce a far convivere sotto lo stesso palco pubblici lontanissimi tra loro. Ed è proprio per questo che il suo concerto non è solo un live, ma un’esperienza vera, di quelle che vanno vissute almeno una volta.

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