I Lokomorf arrivano al debutto discografico con 36AM. Un album che racconta in modo diretto la loro identità musicale e il percorso del fondatore Rod Catani. 36AM raccoglie otto brani che spaziano tra rock alternativo, grunge e momenti più introspettivi.
Abbiamo incontrato i Lokomorf per approfondire la genesi di 36AM.

Lokomorf
Dopo tante esperienze con band diverse, cosa ti ha spinto a dare vita a un progetto che porta la tua firma così direttamente?
Principalmente il desiderio di lasciare una testimonianza della mia propria parabola affinché tutta questa musica di cui ho fatto parte non andasse perduta. In altre parole una crisi di mezza età dettata dal sospetto che la musica suonata fosse ormai per me una pagina chiusa. Sorprendentemente durante la realizzazione del disco ho iniziato a sentire che la musica invece era sempre lí e progressivamente Lokomorf ha acquisito forza ed una identità propria fino ad assumere le sembianze attuali.
Song 4 Emilia sembra riflettere uno sguardo critico verso la società contemporanea. Quanto è importante per te inserire un elemento di denuncia sociale nella musica?
La mia priorità è raccontare storie di vita che possibilmente risuonino/dissonino in chi ascolta. Inducano alla riflessione e diano così impulso ad uno scambio fra noi ed il pubblico. In questo senso considero inevitabile che anche elementi di critica sociale entrino a far parte della comunicazione. La mia aspirazione ultima è arrivare con il tempo a condividere in maniera articolata e coerente la mia visione del mondo attraverso la musica.
Molti riferimenti sonori che citi vanno dagli anni ’60 agli anni ’90. Qual è il legame tra la tua formazione musicale e il modo in cui componi oggi?
Il processo di formazione è costante ed imparabile e ció fa sí che il proprio mondo musicale si evolva, che nuove influenze entrino in gioco e che gli elementi di riferimento giá presenti possano assumere nuove valenze in relazione al contesto; in questo senso la composizione è per me un processo in costante evoluzione ed aggiornamento dove i riferimenti vanno assumendo forme inaspettate ed originali.
La produzione dell’album è stata curata con molta attenzione. Quali strumenti o tecniche hai privilegiato per ottenere il suono che cercavi?
Potendo disporre di uno studio all’avanguardia come Little Canyon (il cui cuore pulsante è uno straordinario mixer Neve 8232 originale) e della maestria di Luis Martinez, abbiamo registrato l’album a forza di sessioni live individuali, selezionando di volta in volta gli strumenti, amplificatori ed effetti che meglio si prestavano ad ottenere la sonoritá desiderata e cercando di mantenere la post-produzione al minimo per conservare semplicitá, spontaneitá ed immediatezza.
La dimensione live sarà fondamentale per Lokomorf: che tipo di energia vorresti trasmettere sul palco con questi brani?
Il fatto stesso di riuscire a trasmettere energia durante un concerto non è affatto scontato e dipende non solo dall’attuazione del gruppo ma anche e soprattutto dal pubblico nonché da una serie di fattori aleatori fuori controllo. Detto questo, l’aspirazione è generare sensazioni contundenti lungo tutto lo spettro emotivo facendo vibrare le corde più intime di ciascuno (noi inclusi) per poter poi tutti tornare alla realtá con maggiore consapevolezza e positività.
Se dovessi presentare “36AM” a chi non vi ha mai ascoltati, quale canzone indicheresti come punto di partenza e perché?
Failed Evaseeon, sia per essere la composizione più recente che per riunire molti degli elementi che caratterizzano in generale il suono di Lokomorf, tanto a livello di musica come di testi e messaggio: non è un caso che – partendo da un paio di idee originali – sia stata composta per fasi nel corso delle sessioni di registrazione e terminata verso la fine del processo, quando l’identità del gruppo si mostrava a noi in maniera più chiara e definita.
