ALMA Acoustic nel loro nuovo album: il valore ostinato della canzone

Ci sono dischi che cercano una definizione e altri che preferiscono costruire, canzone dopo canzone, un luogo in cui stare. BEVI. DIMENTICA. OBBEDISCI. degli ALMA Acoustic appartiene decisamente alla seconda categoria. Il suo pregio più evidente non è infatti quello di voler inventare un nuovo linguaggio, ma di dimostrare quanto ci sia ancora da dire quando si conosce bene quello che si vuole fare.

La band ticinese si muove dentro una forma di pop-rock d’autore che non ha alcun bisogno di nascondere la propria natura. Chitarre, ritmiche, aperture melodiche e una scrittura fortemente legata alla parola costruiscono un disco nel quale l’arrangiamento non cerca di mettersi davanti alla canzone. È una scelta quasi controcorrente in un’epoca in cui spesso sembra necessario aggiungere qualcosa a un brano perché possa apparire contemporaneo. Gli ALMA Acoustic fanno il contrario: tolgono il superfluo e lasciano che siano le canzoni a reggere il peso dell’ascolto.

ALMA Acoustic – BEVI. DIMENTICA. OBBEDISCI.

Il risultato è un album che funziona soprattutto come lavoro d’insieme. Non c’è un singolo elemento chiamato a dimostrare la propria bravura: la voce, le chitarre, la sezione ritmica e gli arrangiamenti concorrono alla costruzione di una forma riconoscibile. È una differenza importante, perché restituisce l’idea di una band che suona davvero come una band, con quella naturale imperfezione che impedisce alle canzoni di sembrare prodotti assemblati a tavolino.

Anche la scrittura segue questa filosofia. Gli ALMA Acoustic non hanno la necessità di trasformare ogni intuizione in una frase memorabile a tutti i costi. Preferiscono una narrazione che procede per immagini, osservazioni e piccoli scarti, lasciando che sia l’accumulo a costruire il significato. Arturo è forse l’esempio più evidente di questo approccio, ma non l’unico: il disco riesce a passare dalla leggerezza alla malinconia senza bisogno di segnalare continuamente il cambio di tono.

Ed è proprio la convivenza degli umori uno degli aspetti più riusciti dell’album. Gli ALMA Acoustic non sembrano interessati a scegliere tra sorriso e malinconia, tra leggerezza e riflessione. Una canzone può avere un’impronta ironica e lasciare comunque una sensazione amara; un’altra può partire da un’immagine apparentemente semplice e arrivare a qualcosa di più emotivo. Non c’è una sola temperatura all’interno del disco, e questo gli impedisce di diventare monotematico anche quando la scrittura mantiene una direzione precisa.

In questo senso, BEVI. DIMENTICA. OBBEDISCI. è anche un disco che si prende il tempo di essere un disco. Non sembra costruito per ottenere una risposta immediata da ogni singolo brano. I pezzi hanno bisogno di convivere, di essere ascoltati uno accanto all’altro, perché è nella successione che emerge meglio l’identità del gruppo. È un aspetto che rischia di sembrare secondario nell’epoca dei singoli, ma che qui diventa fondamentale: l’album non è semplicemente una raccolta di dieci canzoni, ma il modo attraverso cui gli ALMA Acoustic mostrano la propria idea di musica.

E c’è qualcosa di particolarmente interessante nel fatto che questa identità provenga dalla Svizzera italiana. La band ha scelto di cantare in italiano e di farlo senza trasformare questa scelta in un esercizio di nostalgia o in una dichiarazione di appartenenza. L’italiano è semplicemente la lingua nella quale le loro canzoni possono essere più precise, più ironiche, più vicine alla conversazione. È una scelta estetica prima ancora che geografica.

Forse è proprio qui che BEVI. DIMENTICA. OBBEDISCI. trova la sua dimensione più personale. Non nella ricerca di una formula inedita, ma nella testardaggine con cui gli ALMA Acoustic difendono una certa idea di canzone: melodica, suonata, comprensibile senza essere semplicistica, capace di parlare del quotidiano senza vergognarsi della propria immediatezza.

In un panorama nel quale spesso l’originalità viene confusa con la necessità di complicare le cose, gli ALMA Acoustic fanno una scelta più difficile di quanto sembri: restare fedeli alla canzone.

E alla fine è questo che rimane di BEVI. DIMENTICA. OBBEDISCI.: non la sensazione di aver ascoltato qualcosa che vuole a tutti i costi stupire, ma quella, molto più rara, di aver incontrato una band che sa esattamente quale musica vuole suonare e ha ancora voglia di suonarla bene.

 

Leggi anche –> La classifica di BRN 2026 #18: settembre e i suoi timidi brani

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
0.00 avg. rating (0% score) - 0 votes