Speciale XFactor: Fabio Smeraldo

Smeraldo

Fabio è un giovane cantautore genovese che, presentandosi ad XFactor 2014, è riuscito, con la sua interpretazione di “Paint it, Black” dei The Rolling Stones (1966) ad accedere al Bootcamp, la successiva fase di eliminazione prevista dal programma in onda su Rai 2.
1) Ciao Fabio! Iniziamo con la prima domanda: com’è nata la tua passione per la musica?

La mia prima passione è stata per la musica classica… il simbolo di questo primo periodo per me rimane il Premio Paganini al Carlo Felice di Genova, dopo aver sentito gli storici concerti per violino dal vivo ho voluto iniziare con quello strumento, sembrava naturale! Ho iniziato a suonare il violino in prima media.

2) Alle audizioni hai cantato i Rolling Stones, quali autori segui e quali hanno influenzato la tua formazione musicale?

Scoprendo la musica leggera ci si imbatte in nomi come Led Zeppelin, Deep Purple, Jethro Tull… questi sono stati i miei primi gruppi, ma ho riscoperto i cantautori che ascoltavo già da bambino in macchina con mio padre: De Andrè, Branduardi, De Gregori e tantissimi altri! Un’altra grande influenza sono stati i Beatles, conosco quasi tutta la loro discografia a memoria e i cantautori stranieri, primo tra tutti Tom Waits (che poi definirlo solo cantautore è riduttivo).
Tra quelli attuali seguo Damien Rice e Niccolò Fabi.

3) Stai attualmente lavorando con Jess, cosa dobbiamo aspettarci da voi in futuro?

Con Jess abbiamo iniziato una collaborazione con un paio di date alla fine dell’anno scorso: ci incontravamo spesso in studio per progetti diversi ed è nata anche una splendida amicizia. Ora stiamo scrivendo insieme, come autori, e quando saremo pronti andremo a caccia di interpreti freschi e capaci a cui affidare i nostri pezzi (se ci siete fate un fischio!)

4) Come nascono le tue canzoni? XFactor

Di solito le mie canzoni nascono da episodi o situazioni reali, ma un’alternativa può essere una frase che fa scaturire un pezzo intero. Bisogna ascoltare il più possibile gli altri e sé stessi, e poi non c’è una regola fissa quindi provare sempre strade nuove. Quello che non si sa è che, a parte la prima scintilla, una canzone non può considerarsi finita: il lavoro può continuare mesi, sostituendo stravolgendo e distruggendo per ricostruire finché non si è sfruttato appieno il potenziale della canzone stessa… e non sempre ci si riesce!

5) Pensi che le esigenze di mercato possano influenzare o addirittura cambiare il tuo stile musicale?

È vero che esistono dei canoni per una canzone che deve passare in radio o essere presentata a Sanremo. Per il momento non mi pongo il problema perché nel mio caso sono ancora anni luce da questi ambienti, se non nel momento in cui scrivo per altri… soddisfare i bisogni della commerciabilità però non vuol dire non soddisfare i bisogni della scrittura, basta ricordarsi che canzoni diverse nascono per obiettivi e situazioni diverse e non bisogna forzare le cose. Ho scritto canzoni che durano un minuto e non hanno un ritornello e ho scritto canzoni che rispettano i canoni del mercato: se un interprete mi chiederà una canzone, per prima cosa, vorrò sapere qual è l’obiettivo. Così come farei per me stesso.

6) Sei scaramantico prima di salire sul palco?

In parte sì! Indosso spesso le stesse camicie ai miei concerti per un discorso di immagine, ma soprattutto perché mi sento nella mia pelle… questo per me è il massimo gesto scaramantico! XFactor

Ringraziamo Fabio Smeraldo per averci concesso la possibilità di intervistarlo e consigliamo ai lettori di Brainstorming Magazine di supportare questo giovane artista!

Facebook: https://www.facebook.com/smeraldo.official?fref=ts
Youtube: https://www.youtube.com/user/FabioSmeraldo
SoundCloud: https://soundcloud.com/fabiosmeraldo

Sara Picello

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