“Le cose che non ho”: il percorso di Marco Mengoni

Marco-Mengoni-cover-Le-cose-che-non-hoIl 4 dicembre è uscito “Le cose che non ho” di Marco Mengoni, continuo dell’album uscito a gennaio 2015 “Parole in circolo”.

Questo album vuole essere la rappresentazione del percorso interiore raggiunto dell’autore. Manifesto di questo percorso è proprio il brano “Le parole in circolo”. Un brano particolare dal punto di vista della struttura melodica, poiché è principalmente parlato, un nuovo approccio alla musica, che si fonde perfettamente con le parole creando una corrispondenza straordinaria.

Le cose che non ho” afferma Marco “sono quelle che vado cercando, mi sono reso conto da 26 anni a questa parte che mi perdo degli attimi di vita, sono condizionato dal passato, da cosa farò domani e non mi godo il presente“.  Questo è anche il filo conduttore che lega i vari brani del disco. In ogni canzone si sente la malinconia del tempo perduto e il coraggio di riprendere in mano la propria vita. Dal punto di vista musicale è un album interessante per la carriera di Marco poiché sperimenta tante novità mai provate prima.

Ad esempio in  “Nemmeno un grammo” si cimenta per la prima volta in un rap in inglese, che sconsigliamo vivamente di rifare.

Poi abbiamo “Rock Bottom” canzone totalmente inglese scritta da Sia Furler, cantautrice australiana famosa per le collaborazioni con David Guetta e Eminem. Un’altra collaborazione interessante riguarda “Solo due satelliti”, brano scritto da Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro.

In generale però fino a metà album ci si trova di fronte un Mengoni più o meno con il solito stile, molto romantico e  con un suono avvolgente. Quest’atmosfera da focolare viene rotta all’improvviso da “La nostra estate” brano dai ritmi dance anni 80.

Marco Mengoni ha sicuramente una voce incredibile, ma trovo che le sue canzoni siano spesso ripetitive e un po’ monotematiche. Ho apprezzato molto “La nostra estate” perché si differenzia, melodicamente, molto dagli altri brani, la definirei la pecora nera di “Le cose che non ho”.

In conclusione credo che gli amanti del “Guerriero” non rimarranno delusi, anzi è un album con cui l’autore si mette un po’ a nudo e i fan saranno felici di scoprire meglio i lati nascosti del loro idolo.

Camilla Ortolani
www.marcomengoni.it

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