Justin Bieber – Purpose

Justin Bieber Purpose

Il 13 novembre un altro fandom, oltre alle directioners, aspettava trepidante il rilascio di un nuovo disco: quello di Justin Bieber, che sembrava essersi un po’ perso dietro al gossip e agli eccessi come ormai ci hanno abituato le star che ottengono successo fin da ragazzini.

Per gli artisti che hanno nei teenager il loro pubblico più ampio, far uscire il proprio album in diverse versioni è ormai una prassi. “Purpose” ne ha ben tre: standard, Itunes edition, che contiene il remix di “What do you mean?” con Ariana Grande, e Deluxe edition con cinque brani bonus. Questa la tracklist:

Mark My Words

Show You

What Do You Mean?

Sorry

Love Yourself feat. Ed Sheeran

Company

No Pressure feat. Big Sean

No Sense feat. Travis Scott

The Feeling feat. Halsey

Life Is Worth Living

Where Are U Now feat. Diplo and Skrillex

 Children

Purpose

Bonus deluxe edition

Been You

Get Used to Me

We Are feat. Nas

Trust

All In it

What Do You Mean Remix feat. Ariana Grande

Questo disco è una perfetta sintesi di dance, elettronica e r’n’b, e non potrebbe essere diversamente visto che Skrillex e Diplo sono considerati i capostipiti del genere. Justin però non rinnega il passato, e i pezzi pop presenti sono buoni.

Finora sono stati tre i singoli pubblicati: “What do you mean?”,Sorry”, brano molto simile a “Children”, entrambi infatti portano la firma di Skrillex, e “Where are u Now” che quest’estate ha fatto ballare chiunque, anche se a mio avviso non si presta molto alle doti canore dell’artista canadese.

Doveroso citare “Love Yourself”, diventato da poco nuovo singolo e che porta la firma di Ed Sheeran; ad un ascolto attento infatti lo si può ritrovare come seconda voce. “Life Is Worth Living” e “Purpose” sono le ballad dell’album. La title track è sicuramente la più matura dell’intero disco, una di quelle che come singolo non avrebbe speranze, ma sono utili per farsi conoscere meglio al proprio pubblico.

I testi raccontano l’amore, ma anche la fatica di “essere Justin Bieber”: la vita sotto i riflettori, i giudizi che fanno male, gli errori adolescenziali. Tutto descritto con un linguaggio semplice, come è lecito aspettarsi da una ragazzo appena ventenne, e a tratti introverso soprattutto in brani come “Sorry”, “No sense” e “No Pressure”.

Negli ultimi due anni si è parlato di Justin Bieber più per i suoi amori, le denunce, gli arresti e il caratteraccio che per la musica, per questo motivo c’era molta curiosità e un’alta aspettativa nei confronti di “Purpose”: un passo falso sarebbe stato imperdonabile. Il pericolo l’ha scampato perché questo album ha raccolto consensi da tutti, anche chi non si è mai interessato alla sua musica, come la sottoscritta. L’unica incognita resta la “resa live”, visto che le performance agli Ema 2015 e qualche giorno dopo a X Factor Italia, non hanno convinto molto.

Valentina Pesenti

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