Un anno senza eventi: 2020 da cancellare

Sono giorni ormai che non si parla dall’altro: il 2020 sarà un anno senza eventi. Non avrei MAI voluto scrivere questo articolo per due motivi. Innanzitutto non c’è ancora niente di certo al 100% e secondo perché questa notizia mi spezza il cuore. Ascoltare un album con le cuffiette nelle orecchie nella propria camera è stupendo, ma niente sarà mai paragonabile all’esperienza live. Noi viviamo di musica dal vivo in tutti i sensi: sia per lavoro che per passione. Questa è proprio la notizia che non avrei mai voluto sentire.

un anno senza eventi

2020 un anno senza eventi

Sono giorni che girano nel web interviste a professionisti della musica, tra cui Joe Berchtold, presidente del più grande organizzatore di eventi live al mondo, Live Nation. Tutti i più grandi eventi concerti passano tra le sue mani. I dati sono chiari: il mondo dello spettacolo (teatro, cinema e concerti) saranno gli ultimi a riprendere e il ritmo. Live Nation ha messo in conto uno stop che nel migliore dei casi è di 12 mesi mentre nel peggiore di 18 mesi e ha calcolato in 4 miliardi di dollari la cifra necessaria per tamponare questo stop.

“Non è possibile distanziare 10 mila persone in un parterre. E le porte chiuse poi possono andar bene in Formula Uno. O per il calcio che muove interessi enormi grazie alla tv: chiunque cerca di farcela mi sembra legittimo , ma la nostra realtà è diversa, non possiamo snaturare i concerti. Sono convinto che si potrà iniziare solo dopo il vaccino”, queste sono le parole di Maurizio Salvadori , numero 1 di Trident Music, fra le agenzie che organizzano eventi da decine di migliaia di spettatori.

La speranza è l’ultima a morire, ma quello che più mi spaventa è il futuro. Forse i concerti torneranno prima del previsto, ma come saranno? Non penso che riusciremo in un anno a sentirci a nostro agio in mezzo ad una folla di gente. Mi sono capitate tra le mani alcuni ipotesi di live futuri: “concerti con tavoli davanti distanziati uno dall’altro”. Forse questo potrebbe funzionare per un evento jazz, ma non andrà mai bene per un concerto rock, punk o similare. La musica live è bella perché è unione, perché diventi tu stesso parte dello show. Le persone più importanti della mia vita le ho conosciute sotto ad un palco e niente potrà mai sostituire l’emozione di incrociare lo sguardo con il tuo artista preferito sul palco.

Sono felice che molti musicisti stiano organizzando dirette sui social per tenere compagnia ai fan, ma a chi ha affermato che il futuro dei live potrebbe essere in streaming rispondo: no, l’esperienza live è l’unica che non puoi digitalizzare.

Una cosa è certa: questo 2020 non ce lo dimenticheremo mai, purtroppo.

Leggi anche -> Polemica Tiziano Ferro: chi monta il palco non è certo milionario

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
0.00 avg. rating (0% score) - 0 votes