Bangcock: “Se la vita ti sorride, tu sorridi insieme a lei!”

I Bangcock nascono nel 2017 dall’incontro del rapper Fake con 4 musicisti provenienti da generi e studi nettamente divergenti. Ad aprile esce il singolo SLVT e per l’occasione abbiamo scambiato quattro chiacchiere con loro.

bangcock


Bangcock intervista

Ciao ragazzi, è uscito da poco il vostro nuovo singolo S.l.v.t.s, volete raccontarci la sua genesi?

Ciao ragazze, partiamo dicendo che per noi è un onore fare questa intervista e che siamo super gasati per l’uscita del nostro ultimo singolo!

S.L.V.T.S. è l’acronimo di “Se la vita ti sorride” e il titolo è esplicativo del contenuto del testo, che come tutti i nostri testi, è partorito dalla mente fulminata del nostro rapper Fake.

Musicalmente il brano è nato come gran parte delle nostre canzoni: uno di noi entra in sala e dice “Ehi, ci starebbe fare un pezzo tipo….” e inizia a canticchiare o a suonare un riff o una melodia, da lì in poi parte il nostro workflow.

Di solito il basso di Metal Finger inizia a girare, si cercano le note giuste su e giù per la tastiera finché non nasce una linea embrionale. Double D (Daniele De Bellis) inizia a suonarci un groove di batteria, e quando DD inizia a suonare non lo ferma più nessuno. Su questa base la chitarra di StarBoy si inserisce con gli accordi e i suoi riff spaziali e il trombone di Master P inizia a viaggiare su linee melodiche improvvisate. Intanto Fake ragiona, interviene a tratti finché non sbotta in un flow continuo e martellante. Nel giro di una prova spesso i pezzi sono già delineati, poi le cosiddette “finezze” arrivano con il tempo e il sudore in sala prove. Per noi è un processo magico ed ormai è il nostro rito.
Il testo è un invito a cogliere l’attimo, a non soffermarsi sui problemi della vita, ma a viverla senza rimpianti. “Se la vita ti sorride, tu sorridi insieme a lei!”

Come è nata la collaborazione con Samantha Pederiva e Marco Vassallo?

Dopo aver registrato SLVTS sentivamo che mancava qualcosa e delle tastiere e una voce femminile potevano essere ciò che ci serviva, al che il nostro chitarrista ha prontamente contattato Marco Vassallo, chitarrista e tastierista, e Samantha Pederiva, cantante, ragazzi conosciuti nella community di Musicoff. E’ stato bello aprire le nostre porte ad interventi “esterni”, il nostro sound funziona perché è il bilanciamento perfetto delle influenze di ogni elemento e l’aver integrato altri due musicisti non ha rotto l’equilibrio anzi, ha dato quel tocco in più che ha reso il pezzo una bomba, quindi Samantha e Marco, il vostro animo è sicuramente COCK.

Parliamo un po’ di voi, come mai il nome Bangcock?

Siete sicuri di voler sentire la risposta? Ok.
BANG come bang, COCK come caz*o.
No dai, sto scherzando (in parte).
Se non sbaglio tutto è nato anche in questo caso dalla mente del nostro rapper. Eravamo un gruppo, ma non avevamo un’identità, ci mancava il nome, ma anche un tratto distintivo.
Un giorno, dopo centinaia di nomi assurdi ovviamente scartati, arriva Fake e tira fuori il più assurdo di tutti: Bangcock.

Piccola premessa, all’epoca suonava con noi il nostro primo bassista Christian Luconi, che dopo circa un anno ha lasciato il posto a Metal Finger (Alessio). Christian ha origini per metà Thailandesi ed è stato anche per questo motivo che abbiamo deciso di giocare su questo nome.
Insomma, era semplice, diretto, irriverente e incredibilmente ben indicizzato nelle ricerche on-line, cosa ormai molto importante, ormai eravamo i BANGCOCK.

Dal nome è poi venuto fuori il giallo che ci caratterizza e che ha dato il via alle nostre tute da live e al concetto di YELLOW POWER, che per noi ormai è uno state of mind.

Avete avuto l’opportunità di suonare al Firenze Rocks, come avete raggiunto questo traguardo?

Per questa domanda dobbiamo tornare leggermente indietro, al Sanremo Rock 2019.

Ci siamo iscritti un po’ per gioco, quasi per farci una vacanza musicale tutti insieme, mai ci saremmo aspettati di vincere il premio Astralmusic, in collaborazione con SIAE, premio Parole Rock al miglior autore under 35, premio PMI per la band più originale, Premio MRI (Music Records Italy), SPC Sound e Sonopoli, premio di Assomusica per la migliore esibizione live.

Proprio quest’ultimo ci ha permesso di suonare (la settimana dopo) nel palco del Firenze Rocks in apertura a gruppi come The Cure, Editors, Sum41 e Balthazar. Quindi il nostro grazie va a tutta Assomusica e in particolare a Giampaolo Grotta che ci ha seguito e insieme hanno reso possibile il raggiungimento di un traguardo così incredibile.

Raccontateci qualcosa in più di quest’esperienza. Chi avete conosciuto nel backstage?

Il clima era surreale. Già appena arrivati i ragazzi dello staff ci hanno proibito di scaricare i nostri strumenti perché “voi dovete pensare solo a suonare”, da lì andiamo nel backstage e troviamo questa zona all’aperto con divanetti, tv per seguire in diretta interviste ed esibizioni, tavolo da ping pong e biliardino. Siamo stati in questa zona comune con gli Editors a chiacchierare come se nulla fosse, c’è stata anche una partita a biliardino con i Sum41. Tranquilli, abbiamo tenuto alto l’onore italiano. Ad un certo punto è passato anche Ringo di Virgin Radio.
La ciliegina sulla torta è stato il battere il cinque ai Cure mentre passavano per entrare sul palco, brividi.

La più grande soddisfazione raggiunta finora musicalmente parlando?

Sicuramente suonare sul palco del Firenze Rocks davanti a tutte quelle persone è stata una vetta veramente importante, come lo sono stati anche aprire i concerti ai Punkreas, Willie Peyote, Loredana Berté ed altri artisti. Però Ogni volta che saliamo sul palco è una gioia infinita, la dimensione live è la nostra dimensione ed è quello che più ci appaga, il nostro pubblico, l’energia che ci arriva, il sentire la gente cantare le nostre canzoni è un’emozione difficilmente descrivibile.

La nostra grande soddisfazione è aver creato questa magia grazie alla nostra musica, perché abbiamo creato una crew pazzesca che non si limita solo a noi cinque, ci sono anche Lemonade Sound, due giovani fonici che ci seguono sempre, non solo per il progetto “Lemon Fresh” della live session all’Argentario (che trovate su youtube).

Simone Ventura, video maker, regista, grafico, fotografo che affiancato da Federico Livi hanno creato capolavori come il video de La Legge di Murphy e di un brano che presto sentirete. Tutti questi ragazzi lavorano con un’energia incredibile e lo fanno perché amano il progetto Bangcock, questa sicuramente è una grandissima soddisfazione.

Quale dei vostri brani consigliereste a chi ancora non vi conosce per farlo innamorare della vostra musica?

Questa è una domanda tosta, anche perché è difficile per noi identificarci in un’unica canzone. Ogni nostro brano è frutto della sala prove, nasce dall’ispirazione del momento, senza premeditazione.

Per i più romantici direi Convenevoli, per i più rock Cattive Compagnie e infine la Legge di Murphy per chi ha bisogno di groove per scuotersi un po’.
In ogni caso il nostro consiglio è di ascoltare tutto il nostro vecchio album e soprattutto il nostro nuovo singolo S.L.V.T.S., a cui seguiranno a breve altri inediti altamente COCK.

Domanda di rito: se doveste descrivervi con una bevanda, quale sarebbe e perché?

Se fossimo una bevanda saremmo di sicuro un COCKtail, eh eh. 1/3 Amaro di Chianciano, 2/3 acqua tonica e una fettina di limone.

L’amaro è un po’ come noi, un mix di erbe che metti tutte insieme, lasci in infusione e quello che ne viene fuori è un sapore unico nel suo genere. Noi prendiamo le nostre esperienze, i nostri gusti musicali, li mescoliamo insieme e vediamo cosa viene fuori. A volte viene un gusto più morbido e dolce, altre volte ruvido e amaro, ma ognuna di queste sfumature ci definisce, definisce i Bangcock. Visto che poi siamo molto legati al nostro territorio (Chianciano, Sarteano, Montepulciano), quale miglior amaro se non l’Amaro di Chianciano!

La tonica si sa, per un cocktail è uno degli ingredienti principali perché è fresca, frizzante e trasparente e allo stesso modo descriverei la nostra musica: fresca, frizzante e trasparente.
Infine il limone, aspro e pungente come i testi del nostro cantante Fake, ma soprattutto GIALLO!

Leggi anche –> Sum 41 e Simple Plan live a Zurigo, due eventi da non perdere!

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