ilmostrodellaband: “Consiglierei il mio disco a chi non ha pregiudizi”

Ilmostrodellaband è un progetto musicale solista nato nel 2020. Il 13 ottobre pubblica il suo nuovo EP “Lacerata gioventù”. Tiziano Piu, artista sardo ideatore del progetto, ci regala una raccolta di 4 brani nata dalla collaborazione con diversi produttori, che hanno tutti contribuito all’unicità del disco.
 

ilmostrodellaband

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Rispetto a quando hai fondato il progetto Dorom Dazed, con ilmostrodellaband hai cambiato completamente il tuo approccio con la musica. In che modo questo è avvenuto?

È avvenuto quando ho pensato che con Dorom Dazed avevo già detto quello che mi interessava in ambito rock.
La voglia di dare una svolta alle mie canzoni rifiutando la formula già ampiamente sfruttata nel passato, mi ha portato a cambiare completamente il progetto. Se con Dorom Dazed la mia idea di musica era guidata quasi totalmente da me stesso, nella nuova fase le mie idee potevano essere completamente stravolte dalla produzione. Questo da un lato mi spaventava ma dall’altro costituiva una sfida personale molto eccitante.

A chi consiglieresti, in particolare, l’ascolto del tuo ep “Lacerata Gioventù”?

Lo consiglierei a chi ha voglia di approfondire la musica senza soffermarsi ad un ascolto con il cellulare. A chi non ha pregiudizi e chi è ben predisposto ad ascoltare musica con una vena malinconica. Chi vuole divertirsi e ballare magari dovrà aspettare qualcosa che per ora non esiste nella mia produzione.

Come si differenzia questo ep rispetto al tuo primo “L’abbandono”?

È molto diverso. Con Kazemijazi adottiamo altre soluzioni e le sue produzioni si discostano molto da questo Ep. Anticipo che sto continuando a lavorare con Kazemijazi e per me questo è un privilegio in quanto stanno venendo fuori grandi cose.
“L’abbandono” è un Ep a mio avviso meno malinconico, più “solare” e in qualche modo proiettato verso un nuovo futuro. In “Lacerata gioventù” mi tuffo di nuovo nel passato, c’è un po’ di psichedelia, momenti di influenze industrial rock e perdo quel retrogusto anni’80 un po’ dark wave che ha caratterizzato il precedente lavoro. Non c’è niente di studiato, le produzioni diverse hanno dato semplicemente un colore differente ai miei brani.

Quali sono tre dischi che sono stati fondamentali per la tua formazione musicale e perchè?

Se parliamo di formazione musicale direi:

“Mellon collie and the infinite sadness” perché rappresenta in modo perfetto la mia idea di Rock alternativo. Gli Smashing Pumpkins con quel disco hanno dimostrato di fare alt/hard/rock a livelli assurdi, di avere un suono inconfondibile e di poter alternare il tutto con un alt pop invidiabile.

“Wow” dei Verdena rappresenta l’alt rock italiano come piace a me. Libero, sperimentale, ispirato. Loro in quel doppio cd hanno superato se stessi.

Franco Battiato con la “La voce del padrone” riuscì in modo elegante, raffinato e senza eguali a conquistare le nuove generazioni con una musica orecchiabile ma dannatamente seria e innovativa. Ogni brano di quel disco è storia.

Ultima domanda: se fossi un drink, quale saresti e perchè?

Probabilmente un amaro al carciofo. È roba per anziani e ormai nessuno lo beve più. Ecco voglio essere diverso dagli altri, come sempre nella vita.

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