Questa settimana di Friday in Love 2025 #20 sa di estate, di caldo, di sabbia tra le dita. Ecco le pagelle dei nuovi singoli di Lisa Lowerground, 4Grigio e Andrea Sannino
FRIDAY IN LOVE 2025 #20
Lisa Lowerground – Nel cielo di Vincent
L’esordio come cantautrice di Lisa Lowerground lascia lì, pieni di emozioni e riflessioni a cui è subito difficile dare un nome. C’è un equilibrio perfetto tra malinconia e luce: accordi in tonalità maggiore che brillano come una giornata d’estate, testi impressionisti che sembrano dipinti con parole e un’energia che omaggia con rispetto un’anima giovane e ribelle, quella di Giacomo Dondi. Il pezzo è un saluto che non vuole essere triste, ma pieno di gratitudine.
Musicalmente è un mix di pop cantautorale e accenti rock, moderno e sincero. Il ritornello sale veloce, mentre i versi più lenti portano dentro una storia vera, personale, ma stranamente familiare.
RIYL: Chiara Civello quando flirta col pop, i brani più morbidi di Elisa (era Heart), oppure Joan As Police Woman che abbandona il soul e si lascia trasportare da un’estate italiana.
4Grigio – Quando non c’eri tu
“Quando non c’eri tu” è una ballad che si muove tra malinconia e redenzione, come una carezza dopo una lunga giornata storta. 4Grigio racconta l’amore come ancora di salvezza, come un faro acceso quando tutto il resto è spento. La canzone è breve ma piena di cuore: un synth-pop delicato con la voce che si appoggia morbida su un tappeto di suoni che sanno di anni ’80 e chitarre acustiche leggere. In poco più di due minuti, il pezzo accompagna in un piccolo viaggio emotivo – e funziona.
Il racconto è intimo ma universale, parla a chiunque abbia mai trovato un senso grazie a qualcun altro. E quella periferia romana, evocata con pochi tocchi, aggiunge un contesto concreto, vero, che rende tutto ancora più credibile. Quando non c’eri tu è una di quelle canzoni che si ascoltano per sentirsi un po’ meno soli – e un po’ più capiti.
RIYL: Diodato quando si lascia tentare dall’elettronica, Franco126 in versione romantica, o i Thegiornalisti (era Fuoricampo) con meno nostalgia e più luce.
Andrea Sannino – Comme si fosse dimane
“Comme si fosse dimane”prende per mano e accompagna in un sogno napoletano, fatto di synth anni ’80, nostalgia, e poesia. Il brano è una piccola magia malinconica che non ha bisogno di urlare per farsi sentire: basta la dolcezza della lingua, una melodia che fluttua come una carezza, e una produzione che strizza l’occhio al cinema d’autore (sì, anche a Miyazaki, come suggerisce Sannino stesso). C’è dentro l’amore, ma anche l’attesa, il desiderio, il tempo che passa troppo in fretta o troppo piano.
È una canzone che sembra fermare il tempo, sospesa in quell’istante in cui si spera che domani arrivi, ma senza fretta. La voce di Andrea è calda, avvolgente, e sembra quasi cullarti mentre racconta, per perdersi solo un attimo e poi ritrovarsi.
RIYL: le atmosfere raffinate di Coez quando diventa più sognante, Dario Sansone (Foja) nei momenti più intimi, oppure Dimartino quando lascia da parte l’ironia e si lascia andare alla malinconia sincera.
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