Colombo, “Nodi” è un disco che nasce dalla necessità

Nodi di Colombo è un disco che nasce dalla necessità di raccontarsi senza maschere. Colombo abbandona l’inglese per cantare finalmente in italiano, scegliendo la lingua più diretta. Quella che non lascia scampo né a sé stesso né a chi ascolta.

Nodi – Colombo

Le sei tracce dell’EP sono piccole confessioni: parlano di mascolinità tossica e delle pressioni sociali in “Uomini forti”, di desiderio e corpo in “Libido”, di un innamoramento dolce e luminoso in “Arancio”, delle crepe di una relazione in “Unisono”, dell’abbandono in “K” e della ricerca di pace dopo il caos in “Lucido”. Ogni canzone è un nodo che stringe e trattiene, ma che può anche essere sciolto, trasformato in legame nuovo.

Musicalmente, Colombo non assomiglia a nulla che abbiamo già in Italia. Le sue canzoni stanno in bilico tra cantautorato e elettronica, tra pianoforte e glitch, tra pop e sperimentazione. A tratti ricordano James Blake, Bon Iver o Sampha, a volte Sevdaliza e The xx, con echi di Battisti immaginato in chiave contemporanea. Eppure, il risultato non è mai derivativo: è un mondo sonoro fragile e personale, che vive di silenzi e di imperfezioni.

La voce non cerca la perfezione, anzi: vibra, trema, si incrina, diventa quasi una texture che racconta più di mille parole. È qui che Colombo si espone con coraggio: mentre il nostro presente è attraversato da gruppi Facebook come “Mia Moglie” e slogan difensivi come “Non tutti gli uomini”, lui sceglie invece di mostrarsi vulnerabile, sincero, di ammettere la propria fragilità. In un panorama dove troppo spesso la musica maschile continua a rifugiarsi dietro ironia o cinismo, questa scelta è un atto politico prima ancora che artistico.

E proprio perché oggi in Italia manca una scena davvero coesa, etichette con un catalogo coerente, un movimento musicale capace di farsi anche politico e non solo estetico, Nodi appare ancora di più come una gemma rara. È un disco che non vuole piacere a tutti, non cerca scorciatoie per entrare nelle playlist, ma pretende tempo, ascolto, dedizione.

Alla fine resta questa immagine: un ragazzo che si espone senza armature, che intreccia i suoi nodi con quelli di chi lo ascolta. Nodi è intimo senza essere patetico, sofisticato ma accessibile, libero da etichette e finalmente fedele a sé stesso. Un piccolo scrigno di fragilità e verità, che brilla in mezzo a un panorama musicale spesso confuso e disordinato.

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