Con Lo Strappo, in uscita venerdì 28 novembre 2025, Methos firma uno dei brani più sorprendenti del panorama cantautorale contemporaneo. Una canzone che parte in bossa nova e si trasforma in ballata popolare italiana, assumendo i contorni di un dialogo tra leggerezza e riflessione, ironia e filosofia, gioco e rivelazione.

Methos – Lo strappo
Al primo ascolto si è catturati da un’atmosfera vivace, colorata, quasi tropicale. Ma è un inganno voluto: Methos costruisce una superficie brillante solo per farla cedere all’improvviso. Lo “strappo”, come suggerisce il titolo, è sia un gesto musicale sia un cambio di coscienza. L’anima del brano si spezza e la bossa nova lascia spazio a una ballata dal tono più crudo e diretto, come se la musica avesse deciso di togliersi la maschera proprio davanti a noi.
Il riferimento a Rino Gaetano non è un cliché: si avverte realmente quella ironia poetica, quel modo di trattare temi profondi con una leggerezza che non è superficialità ma lucidità. Methos gioca con la tradizione, la attraversa, la rielabora e la porta nel presente.
E il presente del brano è intriso di letteratura, filosofia e storia. George Orwell, Pirandello, Schopenhauer, perfino Ottaviano Augusto affiorano tra immagini e versi. Non citazioni gratuite, ma elementi che amplificano il conflitto tra verità e apparenza, tra ciò che vediamo e ciò che scegliamo (convenientemente) di ignorare. L’invito a “guardare oltre il velo di Maya” diventa un mantra sonoro: la canzone non pretende risposte, ma pretende domande.
La direzione artistica di Delco, insieme agli arrangiamenti curati dallo stesso Methos e da Jacopo D’Arpino, crea un tessuto sonoro in cui chitarre acustiche e percussioni latine non sono scenografia, ma architettura. C’è un crescendo emotivo controllato, quasi cinematografico, che accompagna l’evoluzione del testo: la musica non si limita a sostenere le parole, ma ne moltiplica l’impatto, ampliandone la risonanza.
In un panorama spesso dominato da produzioni che preferiscono la facilità alla profondità, Lo Strappo sorprende per coraggio e coerenza. È un brano che non ha paura di interrogare il mondo e che non pretende di spiegarlo. Si limita, con eleganza, a tirare un lembo del velo e a lasciar vedere ciò che di solito resta fuori fuoco.
Se questo è l’inizio di un nuovo percorso artistico per Methos, vale la pena prepararsi: non sarà una strada comoda, ma sarà una strada che guarda in faccia la realtà. Anche quando fa male. Anche quando si strappa.
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