Angelika Del Nibbio: “Al momento sono felicissima del mio progetto”

Dall’esperienza di Angelika alla sua identità attuale, Angelica Del Nibbio ripercorre un cammino di crescita e ricerca musicale. Tra Firenze, i legami con la natura e il desiderio di restare autentica, l’artista racconta le scelte che l’hanno portata a ritrovare la propria voce, l’equilibrio tra studio e palco e la passione per le collaborazioni che rendono ogni progetto un’esperienza condivisa. Un’intervista che mette in luce libertà, resilienza e autenticità come pilastri della sua musica.

Angelika del Nibbio

 

Hai deciso di usare il tuo nome anagrafico dopo un progetto precedente come Angelika. Che significato ha per te questo cambiamento artistico e come ha influenzato la musica che stai creando?
Semplicemente ero 6 anni più giovane e ascoltavo trap di continuo quindi ho seguito la scia in cui ero immersa. Anche AngeliKa è una parte di me e sono grata alle persone che in passato hanno collaborato per il progetto… credo però che ci siano dei tempi da rispettare per ciascuno di noi ed io ho avuto bisogno di questi anni per trovare un filo musicale che veramente sentissi mio. Al momento sono felicissima del mio progetto e convinta al 100 percento di essere coerente con me stessa.

Essere un’artista indipendente comporta libertà ma anche sfide. Quali sono state le maggiori difficoltà che hai affrontato nel portare avanti il tuo progetto musicale?
Il fatto di non essere in linea con “il profilo ad oc” del cantante emergente… iperperformante, che deve postare di continuo, che deve fare il pezzo piacione. Tutte queste cose ho deciso di abbandonarle e sto cercando una giusta via di mezzo (almeno per la faccenda postare contenuti).

Quanto conta per te la scena musicale di Firenze nella tua crescita artistica e quali collaborazioni o incontri ti hanno maggiormente influenzata?
Tantissimo! Firenze mi ha cullata, io sono nata e cresciuta qui e ho studiato musica principalmente qui (anche a Roma per qualche anno). Ci sono tanti tanti nomi che hanno contribuito alla mia crescita artistica e a tutti loro sono grata.

Sul palco come ti senti rispetto alla dimensione in studio? Cosa stai cercando di costruire nel tuo rapporto con le performance live?
È più complesso! Io sono cresciuta esibendomi quindi è stata anche una pressione di un certo tipo ma ultimamente mi piace molto cantare live e devo dire che con i musicisti giusti credo che mi potrò sentire a casa sul palco tanto quanto mi ci sento in studio.

Nel lavoro con i produttori e i musicisti che ti accompagnano, quali qualità cerchi e quanto conta la condivisione di una visione artistica comune?
È tutto! Io sono innamorata dei musicisti con i quali lavoro!! Di uno anche letteralmente dato che è il mio fidanzato, ma sono innamorata artisticamente di tutti loro. Anzi ho anche scoperto nuovi musicisti fiorentini che adoro e con i quali spero di poter collaborare.

Guardando al futuro, quali temi o orizzonti musicali senti di voler esplorare nei prossimi progetti dopo Il profilo del mare?
Ho un EP in uscita, tematiche simili.. contenuti diversi. Il filo conduttore è il legame con la natura e con la terra natia dei miei nonni, la Maremma. Dopo il primo EP ho già altri brani scritti.

 

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