Tra atmosfere e superficie: il corpo evocato (ma non incarnato) di G.EM

Con G.EM, la trasformazione è sempre stata una questione di attraversamenti: geografici, linguistici, sonori. Fin dagli esordi, la sua musica ha intrecciato cantautorato italiano, suggestioni latin, pop alternativo ed elettronica leggera, costruendo un’identità fluida, nomade, capace di passare dall’intimità acustica a paesaggi più ritmici e internazionali. Polistrumentista e performer abituata tanto ai festival quanto alle dimensioni più raccolte, G.EM ha fatto della contaminazione una cifra riconoscibile.

G.EM – Corponuovo

Il nuovo EP, Corponuovo, si inserisce in questo percorso come un lavoro compatto e coerente, quattro brani che scorrono con eleganza e misura. Le atmosfere sono curate, i suoni levigati, le ritmiche morbide ma presenti; la voce resta al centro, limpida, mai sopra le righe. L’ascolto è piacevole, avvolgente, costruito con attenzione ai dettagli e a un equilibrio sonoro che non cede mai all’eccesso.

Eppure, proprio dove il progetto sembra voler dichiarare una svolta – nel titolo e nel concept – emergono le sue fragilità. Corponuovo promette una riflessione sul corpo come luogo di memoria, trasformazione e rinascita, ma questa dimensione resta per lo più evocata. Il corpo non si fa mai davvero carne, tensione, conflitto. Le canzoni suggeriscono più che affondare, accarezzano il tema senza attraversarlo fino in fondo. La sensazione è che l’idea di “corpo” funzioni più come immagine poetica, quasi una posa estetica raffinata, che come esperienza realmente messa in gioco.

Anche sul piano emotivo, l’EP mantiene una compostezza costante: non ci sono veri strappi, né momenti di esposizione radicale. Se da un lato questa scelta conferma la maturità stilistica dell’artista – capace di controllare forma e atmosfera con sicurezza – dall’altro lascia il desiderio di un passo ulteriore, di una crepa che renda il racconto più urgente e meno filtrato.

Corponuovo resta dunque un lavoro elegante e coerente, che consolida la cifra musicale di G.EM e il suo dialogo tra intimità e contaminazione. Ma è anche un disco che sembra trattenere qualcosa, come se la promessa di un nuovo corpo restasse ancora in attesa di essere davvero abitata.

 

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