Everything Happens To Me – Larry Nocella e l’eleganza senza tempo del jazz americano

Larry Nocella - Everything Happens To Me

Quando si ascolta un album della Red Records bisognerebbe quasi sempre inchinarsi. O, quanto meno, versarsi un liquore nel bicchiere, togliersi la giacca e sedersi, immergendosi totalmente nella musica: una sorta di meditazione guidata dal suono, godendo di ogni istante e di tutti i passaggi meritevoli di essere vissuti.

È quello che accade ascoltando Everything Happens To Me di Larry Nocella, rilasciato di recente proprio dall’etichetta milanese, in formato CD e digitale. Il disco risale a una registrazione del 1980, in un quartetto che — oltre a Nocella — comprende Bob Neloms (piano), Cameron Brown (basso) e Daniel Richmond (batteria).

Larry Nocella - Everything Happens To Me

Larry Nocella – Everything Happens To Me

L’aria che si respira è quella di una musica evocativa, capace di immergere l’ascoltatore in un’atmosfera d’altri tempi, quasi cinematografica: sembra di camminare per le strade di una New York notturna, abitata da personaggi pittoreschi e borderline, stimolando una fantasia quasi narrativa.

C’è la spettacolare Rose, un brano di poco più di sette minuti dominato dal sax di Nocella, che s’incastra perfettamente nelle armonie e rende il pezzo quasi filmico. I passaggi si fanno più sospesi e i ritmi meno frenetici in Central Park West, che suona come un’elegia dedicata a uno dei punti nevralgici della Grande Mela.

Le vette più alte arrivano con Along Come Betty: oltre all’energia del sassofono, l’incastro con il pianoforte è impeccabile. Il grosso del lavoro, poi, lo fa la sezione ritmica: Brown e Richmond padroneggiano i loro strumenti con una naturalezza che illumina l’intero brano.

C’è spazio per la velocità e per un velato richiamo a melodie latineggianti (Nakatini Serenade), così come per un lento swing che dà il titolo all’album (Everything Happens To Me). The Days of Wine And Roses chiude in bellezza un lavoro eccezionale, sfiorando un arrangiamento perfetto che richiama alla memoria le migliori produzioni del classic jazz dei decenni precedenti.

A completare il quadro c’è la copertina: un ottimo dosaggio di colori che ritrae Nocella col sax tra le mani, su uno sfondo che fa immaginare una lunga notte newyorkese, tra fumo di sigarette e signore eleganti che ballano coi loro mariti fino al mattino.

Emiliano Romanelli

 

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