Il cantautore toscano D’Iuorno pubblica “Stringimi forte”, nuovo singolo e video. Alessandro D’Iuorno, questo il suo nome all’anagrafe, nasce e cresce a Firenze, città che non è soltanto sfondo ma elemento strutturale del suo immaginario artistico. Le sue canzoni si muovono infatti dentro contesti riconoscibili, fatti di quartieri popolari, relazioni spesso segnate da fragilità e una quotidianità che diventa materia narrativa.
“Stringimi forte” si inserisce in questa traiettoria come un brano che sintetizza diversi elementi del percorso. Pubblicato a breve distanza da “La ragazza mia”, anticipa un nuovo album e offre una chiave di lettura significativa. Il pezzo si sviluppa su un impianto sonoro che resta elettrico ma si apre a una dimensione più morbida, lasciando spazio a una narrazione che mette al centro il rapporto tra due persone alle prese con una realtà familiare complessa. Ecco la nostra intervista.

D’Iurno intervista
In “Stringimi forte” i protagonisti vogliono scappare da una situazione familiare difficile: è una fuga o una forma di resistenza?
Entrambe le cose, la vita ha colpito duro e il circostante non aiuta, Il loro amore però diventa più forte di queste cose e li porta ad andarsene per un futuro diverso.
Racconti spesso relazioni nate “per bisogno”: quanto è sottile il confine tra necessità e amore?
Penso che le due cose si incontrano quando matura nell’individuo il fatto che l’amore si possa trovare nel darlo, di conseguenza nel riceverlo. Non parlo mai del bisogno fine a se stesso inteso come un amore salvifico perché non ci credo.
Quanto è cambiato il modo di vivere i sentimenti nei contesti da cui provieni?
È cambiato meno di quanto sia cambiato nei contesti più abbienti. Chi ha meno tende a guardare a cose più semplici e indispensabili, mentre chi ha di più confonde spesso la materialità con i sentimenti.
Il nuovo album continuerà su questa linea narrativa o esplorerà anche altri tipi di storie?
E’ un mix di storie che hanno un unico denominatore, sono tutte esperienze personali più o meno dirette che in qualche modo mi hanno dato la possibilità di crescere e vedere le cose da altre prospettive.
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