Dopo una lunga pausa discografica, Brodo torna con “Mordi”. Un brano che parte dalla nostalgia e dalla memoria senza cercare necessariamente di risolverle. Al centro c’è quella zona sfuggente in cui un ricordo può restare vivo anche quando non sappiamo più identificarne con precisione l’origine, trasformandosi in una sensazione difficile da spiegare ma impossibile da ignorare. È una dimensione che appartiene anche al modo in cui Gianpaolo Iacobone concepisce la scrittura: la canzone arriva spesso prima della comprensione, dando una forma a qualcosa che ancora non ha un nome.
“Mordi” rappresenta così un punto d’incontro tra intimismo e vitalità, tra una vena più pop e una matrice rock che attraversa i riferimenti musicali di Brodo, dai Dinosaur Jr. ai Mazzy Star, dagli Slowdive ai Verdena. Il ritorno discografico diventa quindi anche l’occasione per parlare del rapporto con il tempo, delle canzoni che non pretendono di offrire risposte e di cosa significhi riprendere un percorso musicale dopo aver accumulato, negli anni, vecchie e nuove canzoni.

Brodo intervista
Nella tua bio dici che Brodo è il luogo in cui “tutto può diventare una canzone, anche ciò che ancora non ha un nome”. Quanto è importante per te scrivere proprio a partire da qualcosa che non hai ancora capito, invece di aspettare di avere una risposta prima di trasformarlo in musica?
È importante proprio perché di solito una canzone mi viene appena dopo quello che capisco, o credo di capire. Dico che “la canzone mi viene”, l’ispirazione la cerco ogni secondo nella mia vita anche non scrivendo musica, poi quando arriva devo fare in tempo a prendere una chitarra. Vedo la musica come superiore alla comprensione logica, una canzone può colpirti anche se ha un testo in una lingua che non conosci, per esempio. Inoltre, banalmente, questo poteva rendere questa risposta più breve: semplicemente non ho mai risposte. Ma era brutto rispondere così… insomma, le risposte… vedi? Anche stavolta!
Quali sono tre dischi che a tuo parere sono stati fondamentali per la tua formazione musicale, e in particolare quali ascolti ti hanno portato a questo singolo?
Questi sono tre di molti altri dischi, fare una selezione è impossibile:
Led Zeppelin – Led Zeppelin II
Mazzy Star – So Tonight That I Might See
Built to Spill – Randy Described Eternity
Mi piace pensare che “Mordi” sia come una canzone dei Dinosaur Jr. con James Iha. Poi secondo me, con il fatto che faccia respirare un certo amore per la ripetizione ostinata, credo ci siano di mezzo anche Slowdive, The Jesus and Mary Chain e Placebo. Poi ci sono cose che ho ascoltato che mi hanno fatto sentire a casa come Verdena, Television, Zu, Wire, Silver Jews, Hüsker Dü, Perturbazione, Spiritualized, Mercury Rev, Pixies, Jawbreaker, The Microphones, Sebadoh, The Wrens, Interpol, Galaxie 500, ma poi non la finiamo più e lascio fuori troppa musica altrettanto importante.
“Mordi” ha un tono molto intimo, ma non sembra cercare una soluzione o una morale alla nostalgia. Ti interessa di più risolvere quello che racconti attraverso una canzone oppure riuscire a dargli una forma che permetta semplicemente di conviverci?
La seconda che hai detto. Anzi, diffido un po’ delle canzoni che sembrano aver risolto qualcosa. Mi interessa di più riuscire a dare una forma a una cosa che prima non ce l’aveva. Non necessariamente per conviverci meglio: magari dopo aver scritto la canzone ci convivi esattamente male come prima, però almeno quella cosa adesso esiste anche fuori da te, ha una melodia, un ritmo e dura tre minuti e qualcosa. “Mordi” per me è anche questo: non risolve la nostalgia, non decide nemmeno esattamente che cosa sia. La fa stare lì.
Dopo una pausa discografica così lunga, avresti potuto tornare con un brano che presentasse immediatamente una nuova versione di Brodo. Hai scelto invece una canzone che guarda indietro. È un modo per chiudere un capitolo o pensi che, per te, il passato sia inevitabilmente uno dei materiali con cui continuerai a costruire il futuro?
È un casino quando passa così tanto tempo: ho accumulato tantissime canzoni e nel frattempo continuo a scriverne di nuove. “Mordi” mi sembrava stare bene nel mezzo: forse non fa spaventare chi ama la vena più pop, ma non annoia chi preferisce quella rock. L’ho scelta come primo singolo anche per questo. Nel disco ci saranno entrambe queste componenti, solo che in ogni pezzo una delle due prende più o meno spazio. Più che di passato e presente, quindi, parlerei di intimismo e vitalità. Credo sia il mio modo di provare a essere sincero senza diventare stucchevole. Almeno stavolta. Poi magari il prossimo disco sarà fatto solo di rumori di rotaie mischiati con campane e versi di macachi mandati al contrario.
Ultima domanda: se fossi un drink, quale saresti e perché?
Un bicchiere d’acqua, quando per qualche ragione ti eri scordato quanto fosse buona e al primo sorso hai una visione mistica.
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