Strangers – Gintsugi
Il disco però non parla di emigrazione, o almeno non solo. Lo straniero di queste canzoni è lo sconosciuto incontrato per caso, quello che compare di notte alla porta, quello con cui si scrive un pezzo pur venendo da un’altra lingua. E soprattutto è quello che portiamo dentro. Gintsugi lo ha detto in modo molto semplice: il primo straniero è in se stessi. È un’idea che ha una lunga storia, dalla psicanalisi alla filosofia, e che qui viene affrontata con gli strumenti della canzone, senza teoria.
Si parte con Stranger, uscita come singolo in primavera con un lyric video. Il passo è quello di una marcia lenta e insistente, la melodia torna su se stessa in modo quasi ipnotico, e il testo racconta una visita notturna inattesa e minacciosa. La frase che resta è un avvertimento, “Don’t mess with me”. Nel singolo l’artista parlava di quella parte di noi che ci fa dire “non so cosa mi sia preso”: una parte poco presentabile, che pure è la più viva.
Ton Miroir cambia lingua e passa al francese. Il titolo dice già molto: è una canzone sull’intimità, sulla capacità di capire le parti di un’altra persona che chiunque altro giudicherebbe senza conoscerle. La musica però non si accontenta della dolcezza: comincia con una melodia di pianoforte, delicata, attraversa una seconda parte cupa, con un’aggressività che non ti aspetti, e solo alla fine torna alla calma dell’inizio. È probabilmente il pezzo che spiega meglio l’intero lavoro, perché per riconoscere davvero qualcuno bisogna passare anche dal suo lato scuro.
Tra i due estremi stanno Oh my kid e The Gift, che lavorano sulla stessa idea di trasformazione in direzioni contrarie. La prima parte da un coro a cappella e si lascia invadere dall’elettronica fino a perdere le voci, la seconda parte dal pianoforte e finisce per sollevarsi in un’atmosfera quasi eterea. Un movimento verso il basso e uno verso l’alto.
Rispetto ai dischi precedenti, molto legati al pianoforte e a certe influenze neoclassiche, il suono si è fatto più pieno. Le canzoni nascono ancora al piano, ma la produzione di Maurizio Sarnicola, nelle campagne del Cilento, ha spostato il peso verso chitarre, synth e drum machine. In Battlefield, l’ultima traccia, scritta e prodotta con l’artista francese FAV, la svolta è più evidente: il ritmo sale e viene fuori un pop internazionale, raffinato, che lascia intuire una strada possibile per il futuro.
Strangers è un ep breve che non si consuma in fretta. Lascia la sensazione di avere conosciuto qualcuno, e di non sapere ancora bene chi.
Gintsugi è il progetto di Luna Paese, cantante, polistrumentista e produttrice italiana di base in Francia. Dopo l’ep d’esordio omonimo, prodotto da Victor Van Vugt (Nick Cave, Beth Orton), ha pubblicato nel 2023 l’album The Elephant in the Room. Strangers sarà accompagnato da un tour europeo tra Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Svizzera.

