Tor Bella Monaca Vol. 2 è il nuovo singolo di Yozot, in uscita venerdì 23 ottobre per Quirina Records. Il rapper e poeta romano Angelo Mattu torna sul quartiere in cui è cresciuto con un brano dalle forti sonorità trap e urban, secondo volume del pezzo omonimo uscito in Roma Mea Ultimated.
Questa volta il linguaggio è più popolare. Il romanesco di matrice trilussiana si fonde con l’italiano aulico e con alcuni latinismi, dentro un carme in endecasillabi e settenari.
Seguono le risposte di Yozot alle cinque domande di Brainstorming.

Yozot intervista
In Tor Bella Monaca Vol. 2, il tuo nuovo singolo, ci sono i nonni con i nipoti, i compagni di scuola, il nonno paterno che ti porta a fare la spesa. Quanto sono persone reali?
Tutto ciò che racconto è parte della mia infanzia, ricordi di vita dei primi anni, mio nonno è parte integrante di questa storia che non è solo mia, ma diventa in un certo senso esperienza collettiva, partendo dai miei ricordi, i nonni sono custodi di saggezza infinita e sono i più vicini ai bimbi di tutte le altre età.
Il bambino che racconta il quartiere e il Yozot di oggi: cosa è rimasto dell’uno nell’altro?
Il bambino che racconta è il me di tre/quattro anni e di quel bambino rimane tutto filtrato attraverso gli occhi della poesia, che un po’ sono la parte di noi che propriamente è rimasta bambina, fare poesia significa anche questo
Da piccolo disegnavi e dipingevi, poi hai fatto il liceo artistico. Cosa è rimasto dell’immagine nelle tue canzoni?
Il liceo artistico Enzo Rossi e la mia passione per la pittura rimangono nella mia opera anche le grafiche dei miei dischi sono opere pittoriche che ho realizzato, e posso dire di essere anche un paesaggista della poesia in ossequio alla pittura che permea anche la scrittura poetica
Da Roma Mea a Roma Mea Ultimated sono tre capitoli di uno stesso progetto: come sei cambiato come autore?
Sono cambiato nella scrittura, oltre alla semplice celebrazione di Roma antica in latino classico, ho iniziato anche nei lavori successivi a trattare temi più sociali e a inserire più contaminazioni di altri generi musicali quali il rock il metal, il pop ma soprattutto ho fatto ricerche più approfondite grazie allo studio e alla documentazione storico filologica sulla storia e la religione dell’antica Roma, arrivando a scrivere utilizzando oltre che l’esametro in latino anche il metro del saturnio, a ispirarmi ai «Carmina Antiqua» e utilizzare la struttura del carme esortativo di matrice religiosa, inserendo nei miei scritti anche gli antichi dei Romani, infatti nelle due edizioni successive di «Roma mea» sono usciti pezzi come: «il fuoco eterno di Vesta» «Ab Urbe condita» «Risorgi Roma» ecc.
Dopo la pubblicazione del 2024 hai cambiato il tuo modo di lavorare? In che cosa?
No ho continuato a lavorare sui miei progetti, ho fondato un’etichetta indipendente Quirina Records e ho iniziato a pubblicare i brani con la mia attuale label, ho collaborato con una manager Rita De Angelis e ho fatto interviste, interventi, per radio Roma con Massimiliano Cacciotti, e ho iniziato a collaborare a più riprese con il Gruppo storico romano e sono stato l’artista di punta a esibirsi in occasione dell’approvazione della legge sulla rievocazione storica con loro insieme al ministro Federico Mollicone e ho suonato per la prima volta su un grande palco in occasione del Natale di Roma dello scorso anno, aprendo il concerto a un’altra band sempre in collaborazione con il gruppo storico romano in quell’occasione ho suonato brani come «Ab Urbe condita» allora inedito.
