controluce è il primo album dei sokind ed è anche il primo lavoro del progetto interamente in italiano. Dopo le prime uscite in inglese, Massimiliano incomincia a scrivere nella propria lingua perché gli permette di essere più preciso nei testi. L’elettronica rimane alla base della produzione, ma entra in rapporto con una scrittura più vicina alla canzone italiana.
«controluce è il primo disco in cui abbiamo scritto tutto in italiano – raccontano i sokind –. Molti brani partono da esperienze reali, ma durante il lavoro cambiano parecchio: testo, produzione e arrangiamento si influenzano a vicenda e alla fine non ci interessa ricostruire i fatti in modo fedele. Ci interessa che la canzone funzioni e che resti qualcosa in cui possa riconoscersi anche chi non conosce la storia da cui è partita».

Controluce – sokind
I brani parlano soprattutto di relazioni, intese in senso ampio. Ci sono rapporti finiti, legami rimasti sospesi, attrazione, distanza e difficoltà nel capire quando avvicinarsi o lasciare spazio. Altri pezzi si concentrano invece su solitudine, identità, lutto, memoria e sul modo in cui si prova ad andare avanti dopo un periodo difficile. Non c’è una storia unica che attraversa il disco: ogni traccia parte da una situazione diversa.
Molte canzoni nascono da esperienze reali, soprattutto di Massimiliano. Durante il lavoro con Lorenzo, però, quegli episodi vengono riscritti e modificati: testo, produzione e arrangiamento si influenzano a vicenda fino alla versione definitiva. Il punto non è documentare ciò che è successo, ma usare un’esperienza concreta come punto di partenza per una canzone.
«Abbiamo dei punti di partenza diversi, ma poi i brani passano continuamente da entrambi. Un beat può far cambiare una frase e una frase può far cambiare un arrangiamento. Per questo è difficile dire che uno si occupa solo di una parte e l’altro di un’altra: la versione finale arriva dopo parecchi passaggi tra tutti e due».
La stessa impostazione vale per la parte visiva. Artwork, fotografie e i dieci Official Visual sono stati realizzati internamente dal duo. I Visual sono girati nello stesso set, con camera fissa e azioni diverse per ogni traccia; i testi compaiono sincronizzati con un effetto macchina per scrivere.
«La parte visiva la sviluppiamo mentre lavoriamo alla musica, non alla fine. Per controluce abbiamo scelto di dare ai dieci Official Visual una struttura comune: stesso set e camera fissa, con azioni diverse per ogni brano e i testi sincronizzati nell’immagine. Ci interessava che fossero riconoscibili come parti dello stesso disco senza renderli tutti uguali».
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