C’è qualcosa di profondamente libero nel modo in cui gli Hibaku Jumoku affrontano la musica: non cercano di rendere riconoscibili le proprie influenze, ma di metterle in collisione fino a trovare un linguaggio personale.

Hibaku Jumoku
Nel loro debutto omonimo, pubblicato da Record-Y, il trio vicentino formato da Paolo Inserra alla batteria, Antonio Gallucci al sax tenore e Francesco Bucci al basso tuba dimostra quanto si possa allargare il suono senza moltiplicare gli strumenti. È proprio questa formazione atipica a diventare il punto di forza del disco: il basso tuba non si limita a sostenere la struttura ritmica, ma introduce una profondità scura e ingombrante, mentre sax ed effetti allargano continuamente i confini della composizione.
Il jazz è il punto di partenza, ma non offre una direzione obbligata. Le aperture psichedeliche si intrecciano con l’urgenza del punk, le tensioni del rock e le suggestioni elettroniche, lasciando spazio a groove che possono farsi ipnotici o esplodere in qualcosa di più ruvido. A tenere insieme queste deviazioni è soprattutto l’interplay: i tre musicisti non sembrano occupare ruoli prestabiliti, ma reagire l’uno all’altro, trasformando ogni equilibrio in qualcosa di provvisorio. Ne nasce un disco che conserva la concretezza del suono suonato, pur spingendosi verso territori obliqui e difficili da classificare.
Dopo un anno e mezzo di lavoro e una ventina di concerti, gli Hibaku Jumoku arrivano a un esordio che non ha il sapore di una semplice presentazione, ma quello di un’identità già messa alla prova. Anche il nome, che richiama gli alberi sopravvissuti alla bomba atomica di Hiroshima, suggerisce una possibile chiave di lettura: resistere non significa restare intatti, ma continuare a esistere e trasformarsi. È una tensione che attraversa anche la musica del trio, capace di assorbire linguaggi differenti senza perdere la propria fisionomia. In una scena che spesso chiede di rendersi immediatamente riconoscibili, gli Hibaku Jumoku scelgono una strada meno accomodante: costruire un suono che non ha bisogno di stare al proprio posto.
Leggi anche –> FRIDAY IN LOVE 2026 #30: le pagelle di Cortellino e Arianna Chiara
