I McFly’s Got Time ci portano “Altrove”

McFly’s Got TimeLa musica può essere, talvolta, evasione dalla realtà: è il caso dei McFly’s Got Time, all’anagrafe Alessandro Speranza (voce), Michele Proietti (chitarra), Alessandro Rizzo (basso), Emanuele Fragolini (batteria e percussione), con il loro EP di esordio, “Elsewhere”, pubblicato il 15 ottobre 2016, autoprodotto e registrato presso Officine Zero, sotto il Management di Fattore C.

Ad anticiparlo è stato il primo singolo estratto, “Dance”: brano dal ritmo folk, con dei rimandi al genere country, che verso la chiusura presenta un assolo di chitarra elettrica, che ha l’arduo compito, tra l’altro ben riuscito, di portare il peso delle influenze rock / indie rock della band.

I temi affrontati sono i più disparati, tanto da rendere difficile trovare un filo che colleghi tutte le canzoni tra loro: dalla fuga dalla realtà di “Dance”, alle insicurezze e le aspettative di cui parla “No one (Runs faster that the man in the yellow shirt)”, alla sofferenza involontaria che alle volte si può provocare in amore, raccontata in “Lie”. Il testo più “innovativo” è senza dubbio “Sammy”, che narra pur sempre dell’amore, ma con gli occhi di una persona, Sammy appunto, arrivata da un’altra galassia e giunta sul pianeta terra, dove racconta, con malinconia, delle stelle e di ciò che poteva vedere dall’altra parte dell’universo. Il più toccante, però, resta “I’m a sailor”: la storia di un uomo, abbandonato quando era bambino dalla madre, che conduce insieme al padre una vita da marinaio, vivendo su una barca e trascorrendo giornate a guardare “il mare agitarsi”; sarà solo l’amore per una donna, “arrivata nella sua vita come una tempesta che giunge da Ovest”, a rendere la sua vita reale.

Le atmosfere rock and roll anni 60 – 70 non mancano: “I’m a sailor” ne è la dimostrazione; ma la preponderanza delle influenze folk è evidente: dalla succitata “Dance”, a “Lie”, anch’essa con un sound molto vicino al country.I McFly’s Got Time riescono anche a trovare spazio per due ballad: “No one (Runs faster that the man in the yellow shirt) e “Sammy”. Quest’ultima merita una menzione a parte: chiudendo gli occhi mentre la si ascolta ci si può davvero immergere nell’America degli anni ‘60.

In definitiva, “Elsewhere” è un EP dal timbro ben definito: le radici folk della band sono molto salde, tanto da comparire in ogni brano, a volte in modo evidente, altre volte celate dietro ritmi diversi.

Ascoltandolo per la prima volta, se non avessi saputo che è stato scritto e musicato dai McFly’s Got Time, avrei tranquillamente pensato a qualche band navigata americana: è un lavoro abbastanza maturo da non sembrare affatto un esordio, sia per la vastità delle tematiche utilizzate, mai scontate, che per la musica così internazionale e ben studiata. Un ottimo lavoro.

https://www.facebook.com/mcflysgottime/

Anna Gaia Cavallo

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