Vanilla Sky: “sognatori prima, responsabili (quasi) oggi”

I Vanilla Sky dopo tanti anni di silenzio sono da poco tornati sui palchi europei e italiani con un nuovo singolo, “Stranger Things”. In questa intervista Vinx, il cantante, ci racconta un po’ le novità dei Vanilla Sky.

Ciao ragazzi, è un piacere vedervi ancora attivi sulla scena musicale. Ci siete mancati!
Partiamo con la prima domanda. E’ uscito il vostro nuovo video, dopo due anni di silenzio, “Stranger Things”, tutto dal punto di vista di un cane. Come è nata quest’idea? E perché avete scelto proprio questo brano per rompere il silenzio?
Vinx: inizialmente avevamo pensato di proporre, per l’anniversario di Changes, il disco che ci ha proiettato nel mainstream italiano, di riregistrare l’intera opera che uscì nel 2007 per Universal con un mix ed un master rivisitati. Avevamo anche pensato ad una versione speciale in vinile. Purtroppo però gli impegni lavorativi personali di ognuno di noi, seppur legati all’industria musicale, non ce lo hanno permesso e per questo motivo abbiamo deciso di lavorare a nuovo materiale in vista di possibili date sia in Italia che all’estero.

Sono tanti anni che suonate insieme: in cosa vi sentite cambiati? Un aggettivo per descrivere i Vanilla Sky dell’inizio, e uno per descrivervi adesso.
Vinx: sognatori prima, responsabili  (quasi) oggi.

Quale canzone dei Vanilla Sky dedichereste a voi stessi e perché?
Vinx: qui posso rispondere solo per me, forse ti direi 1981 anche se oggi non la suoniamo più, semplicemente perché affronta un problema generazionale che è quello che accomuna tutti coloro che sono cresciuti durante gli anni ’80, pieni di promesse e privati di ogni speranza.

Se doveste descrivere la band con una bevanda, quale scegliereste?
Vinx: qualsiasi cosa alla vaniglia.

Oltre ai Vanilla Sky avete diversi side project e conoscete davvero bene l’ambiente musicale attuale. Quale consiglio dareste ad una giovane rock band emergente? Secondo voi quali sono i canali migliori per far conoscere la propria musica?
VINX: il consiglio che mi sento di dare è di suonare il più possibile e di fare prove su prove per raffinare il proprio talento. Inoltre sembrerà una banalità ma oggi non basta più saper suonare: anche nel mondo indipendente è necessario mostrare un’attitudine ben disciplinata che permetta di saper affrontare tematiche comunicative non strettamente legata all’esperienza musicale in se. Il grande vantaggio di oggi è che internet ha sdoganato gli artisti rendendo la musica democratica al massimo, di contro c’è un’estrema saturazione dell’industria con competizione pressoché impossibile da superare. In generale, confrontandomi anche con professionisti del settore mi sento di poter dire che se una volta arrivare significava vendere un determinato numero di copie, oggi conta di più il poter suonare il maggior numero di show possibile per estendere la propria visibilità e soprattutto per stabilire le fondamenta di un seguito duraturo.

Ultima domanda. Avete da poco suonato al Bay Fest, sono in programma altri concerti in Italia? Vi piace di più suonare in patria o all’estero?
Vinx: l’Italia è sempre l’Italia ma la musica indipendente ormai è decisamente internazionale. Abbiamo da poco celebrato halloween con i Finley allo storico Vidia di cui siamo affezionatissimi. Abbiamo davanti un lungo tour nell’est e stiamo valutando offerte per l’Europa, per quanto riguarda l’Italia vedremo se ha senso fare ulteriori apparizioni nel 2018.

https://www.facebook.com/VanillaSkyRock/

Camilla Ortolani

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