Errico Canta Male: “Non so se sono anch’io così bello e rinfrescante”

È uscito giovedì 21 marzo 2024, il primo giorno di primavera, il nuovo singolo di Errico Canta Male, un nuovo capitolo estratto dal disco “Elèison”, di prossima uscita. Quello di Errico è l’alter ego musicale di Angelo Mossi, che dopo aver militato nella scena indipendente di Torino, torna con una nuova creatura che chiama Errico Canta Male.

Errico Canta Male intervista

Errico Canta Male intervista

Siamo partiti come sempre dai suoi dischi preferiti, ma non potevamo che approfondire molto altro, dalla sua collaborazione proprio con Federico Bertaccini e la sua passione per il pastis.

Quali sono tre dischi che a tuo parere sono stati fondamentali per il tuo percorso musicale, e per quale motivo?

1 – The monitor dei Titus Andronicus. Un album spettacolare, ruvido, con dei testi che parlano di guerra civile americana e di guerra interiore. Sing-along, riff energici e momenti introspettivi. C’è tutto. Ed è cantato malissimo.
2 – The Wall dei Pink Floyd. Direi che se ne è parlato abbastanza. Lo conosciamo tutti quindi posso solo fare una battuta. Roger waters analizza tutti i suoi traumi infantili mentre viene continuamente interrotto dagli assoli di Gilmour
3- Formigole di Toni Bruna. Uno dei dischi più evocativi di sempre. Cantato o meglio sussurrato in Triestino, è uno di quei dischi che spingo sempre a chiunque. Canzoni che vanno scoperte poco a poco e assaporate con grande attenzione. Se vi capita di sentirlo dal vivo, non perdete l’occasione

La crisi economica del 2008 sembra essere stata un punto cruciale della tua vita. Come mai, secondo te? Ci sono altri eventi nella tua vita, che credi ti abbiano segnato, anche musicalmente?

Direi di sì. Faccio parte del processo di assottigliamento della classe media verso il basso. Non sono nato povero e quindi certe mancanze le ho vissute molto male.In queste difficoltà ho però scoperto il significato di parole che per me erano astratte, come ”privilegio”.
Un trauma che viene sviluppato in Elèison è anche quello dell’abbandono e della incomunicabilità. Quando ero piccolo ho subito un incidente in macchina con mia sorella e i miei genitori. Durante la degenza dei miei genitori, finché non si sono ristabiliti, sono stato cresciuto da due miei zii ma è difficile spiegare a un bambino perché la sua famiglia non è più lì. Una conseguenza molto pratica di questo è che non ho parlato fino all’età di 4 anni.

E al di là di Errico Canta Male, cosa c’è nel tuo curriculum musicale?

Suono il bouzouki nei Dirty Artichokes, gruppo folk punk con il quale facciamo delle trasferte divertentissime. Ho suonato con Nicolò Piccinni come chitarrista e tastierista. Ho sostituito il bassista dei Rifiuto Hc in varie date in Bulgaria e Giappone. Poi altri mille gruppi che lascio nelle terre della nostalgia.

Come è nata la tua collaborazione con Federico Bertaccini?

Federico è stata la prima persona a farmi suonare in un posto che non fosse un centro sociale. Lavorava a el Barrio, un locale a Falchera e mi chiamò per fare un’apertura. Da lì siamo diventati amici e, in un modo o nell’altro, mi ha sempre dato una mano. Non riesco davvero a riassumere una dozzina di anni in poche righe. E’ semplicemente una delle persone più buone e altruiste sulla faccia della terra. Se solo non fosse così magro e alto.

Ultima domanda: se fossi un drink quale saresti, e perchè?

Mi piace molto il pastis con la menta ma non so se sono anch’io così bello e rinfrescante.

 

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