Sasà V: “Dalla viralità al riscatto personale, vi racconto la musica come cura”

Sasà V
Sta per arrivare un nuovo singolo firmato Sasà V, nome d’arte di Salvatore Villa, cantautore che nel 2024 ha conquistato il pubblico dei social grazie a una serie di cover diventate virali. Il 2025 si sta rivelando un anno di svolta per la sua carriera: dopo il successo delle prime pubblicazioni, ha già all’attivo due singoli originali, Pessima idea e La ribalta, che hanno segnato l’inizio di un percorso più maturo e personale. Di seguito vi presentiamo un’anteprima dell’ascolto, insieme a un’intervista che racconta il dietro le quinte di questa nuova fase artistica.

 

Intervista – Sasà V

Sasà V

 

Iniziamo da te Sasà. Come nasce la tua idea di fare musica? Lo scorso anno sei diventato virale sui social grazie alle tue cover. Cosa hai vissuto in quel periodo?

La mia passione per la musica nasce da molto lontano, dobbiamo tornare indietro a quando ero bambino. La musica è sempre stata il mio rifugio, la mia espressione più autentica. Come avete già anticipato, lo scorso anno ho avuto un’inaspettata esplosione sui social! Ho visto così tante persone assieme emozionarsi con me, condividere i miei video, scrivermi dei messaggi bellissimi. E’ stato un bel momento, incredibile. Mi sono sentito finalmente visto, capito.
Se devo dirla tutta, questo successo così improvviso non me lo aspettavo. Inizialmente vedevo dei meme su di me che giravano nel web, e non ne capivo il significato.. sembrava tutto assurdo. Ma quei meme sono serviti a far circolare i miei video, a farmi conoscere. Non ci crederete, ma da lì si è aperto un mondo. Ho avuto l’occasione e l’onore di poter incontrare alcuni big della musica italiana: Mahmood in primis, Lazza, Serena Brancale, Orietta Berti, Aurora Leone, Tony Effe. Tutti artisti che stimo moltissimo, tra cui anche Big Mama, con la quale ho duettato.
Questa è stata una spinta fortissima a continuare ciò che stavo facendo e a credere ancora di più in questo percorso.

Tra i tuoi singoli, il primo ad essere uscito è Pessima idea – brano che, nonostante il ritmo dance, racconta di un addio. Si tratta di una storia che hai vissuto personalmente?

Già. Pessima idea parte da un’esperienza personale. E’ quel tipo di relazione che sai già dall’inizio che non ti farà bene, ma nella quale ci entri ugualmente. Poi ti fai male, ne esci e ti ripeti: “mai più”. L’ho voluta raccontare con un ritmo che ti fa ballare, perché anche nei momenti più tristi ritengo che la musica possa essere liberatoria.

Il sound di Pessima idea tra l’altro è super ballabile! Ti senti più a tuo agio quando fai pezzi di questo tipo, oppure cantando cover di brani di altro tipo… più riflessivi?

Mi piacciono entrambe le dimensioni. Quando vedo le persone muoversi, sorridere, cantare con me, è magia. Ma amo anche i momenti più intimi dove la voce è la protagonista assoluta, e si vuole raccontare qualcosa di più profondo. Sono due anime che convivono in me, e io cerco di tenerle assieme e farle dialogare nei miei progetti.

La ribalta ha invece un suono decisamente più intimo. Le sonorità ricordano l’underground pop italiano, lo stile è quello di Mahmood. Perché hai scelto questo cambio di tono rispetto al precedente brano? Quale è stato il processo creativo?

La Ribalta  è un brano nato in un momento in cui sentivo il bisogno di raccontarmi senza filtri. Dentro di me c’erano rabbia, dolore, ma anche una fortissima voglia di riscatto. Ho scelto un sound che fosse più etnico, elettronico ed underground come giustamente hai accennato. Allo stesso tempo però c’è una grande emotività in sottofondo. Volevo dare voce a tutte le ferite che mi porto dietro.

Con questo brano ho voluto affrontare apertamente il tema del bullismo omofobico che ho vissuto in prima persona, sulla mia pelle. Ho raccontato come, nonostante tutto, io sia riuscito a trasformare quel dolore in forza, soprattutto quando i social mi hanno dato visibilità. Mi sono sentito finalmente ascoltato.

La Ribalta è un messaggio rivolto a tutti i ragazzi che si sentono sbagliati, o messi da parte. Sappiate che i problemi si possono affrontare. Ognuno di noi merita il proprio momento, il proprio palco. Ogni canzone per me ha la sua verità e deve indossare il vestito giusto per raccontarla nel modo più autentico possibile.

In La ribalta canti proprio di un riscatto dopo un passato difficile. Quanto è stato importante per te trasformare quella sofferenza in musica?

Sì, è stato veramente fondamentale. Cantare di quel dolore mi ha aiutato a dargli un senso, a rimettere assieme i pezzi. E’ stato come se, scrivendo e cantando io stessi guarendo, un poco alla volta.

Il brano in questione non è stato una semplice canzone per me, ma lo ritengo un vero e proprio atto di verità. Grazie a questo brano ho finalmente trovato il coraggio di fare coming out sui social. E’ stata una scelta naturale, in quanto mi sono sempre sentito di essere sincero con chi mi segue nel mondo virtuale. Ho sentito che quello era il momento giusto per condividere con i miei followers una parte di me.
Di fatto, è come se io mi sia tolto un grande peso dalle spalle: oggi mi sento più sincero, più libero, ma soprattutto me stesso.

E se qualcuno si rivede in quelle parole e si sente meno solo, allora quel dolore non è stato inutile, ma è diventato forza.

Sasà V

 

C’è un verso di una canzone (una qualsiasi!) che senti più legato a te? Uno che ti rappresenti, che ti fa pensare “Questo sono io!”

Beh, ce ne sono tanti. Forse uno che sento più mio è: “più che finire in un threesome volevo dei fiori“. Non ho mai cercato esperienze forti e fugaci. Io sono per i gesti autentici, quelli che parlano di cura, attenzione e verità.

Invece, se dovessi scegliere una canzone per me rappresentativa direi sicuramente “Brividi” di Mahmood e Blanco. E’ un brano che racconta la fragilità, la paure, il bisogno di amare in modo libero e sincero, ma anche il timore profondo di non essere mai abbastanza per l’altro. Mi ci ritrovo tanto: sia nelle parole non dette, sia nei silenzi pieni. Ma anche nei brividi che l’amore vero sa dare, nel bene e nel male.

Mahmood è un riferimento dichiarato, ma quali altri artisti ti ispirano, anche al di fuori della scena musicale italiana?

Oltre a lui, mi ispirano tantissimi altri artisti come Stromae, Blanco, Mina, The Weekend. Mi affascina chi riesce a coniugare sound innovativi a una scrittura che sia forte e personale.
Amo l’estetica e la narrazione visiva di questi artisti. Sono loro che mi spingono a sperimentare e ad uscire dagli schemi.

In Pessima idea ci canti un amore finito, in cui non ricadrai di nuovo. Ora che è estate però, si tende a vivere con più leggerezza. Il tuo singolo estivo che uscirà a breve, ricordiamolo, avrà la stessa impronta di alcuni tormentoni? O sarà un brano più impegnativo? Se vuoi, anticipaci qualcosa!

Estate per me significa voglia di vivere, leggerezza, libertà. Il mio prossimo singolo seguirà proprio questa energia: sarà fresco e con un sound solare, ma non mancherà quella sfumatura emotiva che mi accompagna sempre.

Il singolo parlerà di una storia tra due persone che, in cerca di affetto, si trovano e si consolano in discoteca per una notte. E’ un momento di evasione, un abbraccio in mezzo al caos. Ma poi inevitabilmente la vita richiama entrambi alla realtà, con tutto il suo peso.
La traccia vi farà ballare, sì, ma sotto il ritmo ci sarà un messaggio, una piccola verità. Posso solo dire: tenetevi pronti!

Ultima domanda, in chiave estiva: se fossi una bevanda, quale saresti?

Sarei un mojito: fresco, un po’ pungente, con quel mix di dolcezza e carattere che non ti aspetti. Perfetto per le notti d’estate dove tutto può succedere..

Grazie Sasà per aver collaborato con noi! Buona estate 🙂

 

Account social: Instagram @sasavmusic

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