FRIDAY IN LOVE 2025 #38: le pagelle di Ilenya, Filippo Poderini e Human Tapes

friday in love 2025

Friday in Love 2025 #38 si fa trovare preparato con tre brani caldi e armoniosi, perfetti per ripararsi dai primi freddi.

FRIDAY IN LOVE 2025 #38

Ilenya – Toxic Love

Con “Toxic Love”, Ilenya apre il suo nuovo capitolo artistico con un brano che ha il coraggio di guardare in faccia la fragilità, trasformandola in forza. Un pop elettronico seducente, dove i synth morbidi incontrano pulsazioni dark e un cantato sensuale ma pieno di consapevolezza. È il primo tassello del suo nuovo EP che lascia intuire una direzione più internazionale ed intima.

Il brano racconta una dipendenza emotiva con equilibrio e lucidità: non è solo una storia d’amore tossico, ma di rinascita. La voce di Ilenya danza tra luce e ombra, come in una confessione che si libera del dolore senza rinnegarlo. La produzione di Andrea Biviano (già al fianco di Irama) costruisce un sound raffinato, stratificato, che sa evocare club notturni e stanze vuote allo stesso tempo.

Toxic Love è una canzone che non si limita a descrivere la distruzione, ma celebra la sopravvivenza.

RIYL: Banks, Dua Lipa (era Future Nostalgia), Dolcenera, Elisa (fase elettronica)

Filippo Poderini – Basterebbe una parola

Con “Basterebbe una parola”, Filippo Poderini aggiunge un nuovo tassello al progetto Dopamina e continua a costruire un piccolo universo sonoro che sembra sempre oscillare tra malinconia e lucidità. È un brano che parla di incomunicabilità, di quella paura sottile che ci blocca sulla soglia di una parola che non arriva mai.

Le chitarre lo-fi, le 808 avvolgenti, e i cori sospirati creano un’atmosfera sospesa, quasi cinematografica — come una sigla di una serie ambientata negli anni ’70 ma prodotta nel futuro, come dice lo stesso autore. La presenza di Giacomo Di Carlo aggiunge spessore vocale e un tocco di calore malinconico, mentre l’arrangiamento vibra tra pop alternativo e nostalgia analogica.

C’è ironia, ma anche tanta dolcezza nel modo in cui Filippo racconta la difficoltà di dire addio, o forse di non dirlo affatto. Il risultato è un piccolo mondo color seppia, dove anche il silenzio diventa musica.

RIYL: Calcutta, Blur, Gazzelle, Mac DeMarco

Human Tapes – Il più stanco

Una traccia che riesce a unire profondità lirica e sensualità sonora, avvolgendo l’ascoltatore in un groove R&B moderno e raffinato, con sfumature soul e accenti elettronici sottili.

Il tema è universale e quanto mai attuale: la stanchezza emotiva e sociale di chi cerca di stare al passo, di chi vuole essere perfetto in un mondo che non lascia respirare. Ma gli Human Tapes non giudicano — accarezzano, offrono comprensione e un suono che diventa quasi una carezza.

Le voci morbide e armonizzate, le batterie vellutate e i synth caldi costruiscono un’atmosfera notturna e ipnotica, come un abbraccio per chi non riesce a fermarsi. Il risultato è un brano che sembra nato per le ore piccole, per chi riflette su sé stesso con un drink in mano e gli occhi persi nel vuoto.

RIYL: The Weeknd (prima maniera), Anderson .Paak, Cesare Cremonini soul-era, Mahalia

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