La musica rap e i suoi derivati — in primis la trap — stanno vivendo un momento di espansione senza precedenti, molto più ampio rispetto ai decenni passati. Dentro questo scenario in fermento si inserisce un trio vicentino che alimenta con convinzione la scena underground contemporanea: gli Under One Hundred, da poco usciti con l’EP Stato: Instabile, disponibile dal 22 maggio sulle piattaforme digitali.

Under One Hundred – Stato: Instabile
Si tratta di sei brani che raccontano frammenti di vita di una generazione in cerca di equilibrio in un mondo frenetico. La ricetta del trio è chiara: mescolare rap old school ed elettronica, costruendo un suono personale e riconoscibile.
Siamo Solo Noi apre il lavoro con un tono riflessivo: la ritmica hip hop crea l’atmosfera ideale per affrontare un tema delicato come la solitudine. Segue Sto Nel Deserto, un mix riuscito di elettronica e rap che si accompagna alle tematiche classiche del genere: degrado urbano, difficoltà quotidiane, marginalità sociale.
Lividi Brividi è più ritmica e ballabile, ma conserva una vena autoriflessiva capace di far pensare e, allo stesso tempo, far muovere l’ascoltatore. Verso la conclusione emergono echi reggae nel piano di Ne Vale La Pena e suggestioni ipnotiche e notturne in Ansia.
L’EP si chiude con Ultime Luci, che funge quasi da compendio dell’intero lavoro: elettronica, suspense, vagiti dub appena accennati e un ritorno al rap più classico, con un testo che analizza la complessità dei rapporti umani.
Come si dice in certi casi: buona la prima. Gli Under One Hundred confezionano un mini album diretto, elegante nelle sue architetture sonore e perfettamente funzionale allo scopo: riportare al centro la volontà di raccontare la vita attraverso una musica che di questi temi si è sempre nutrita.
Emiliano Romanelli
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