P.Q.M., la band che è uscita da un romanzo

P.Q.M.

Nella storia della musica le band immaginarie non sono una rarità. Ci sono quelle nate per il cinema, quelle disegnate, quelle che vivono solo nelle pagine di un libro e che il lettore deve accontentarsi di sentire con la fantasia. Ogni tanto però qualcuna fa il salto e comincia a suonare davvero. È quello che succede ai P.Q.M., sigla che sta per Per Questi Motivi, trio punk inventato dallo scrittore e musicista siciliano Antonio Sarullo per il suo ultimo romanzo, “Tre minuti alla fine del mondo”. Il loro nuovo singolo si chiama “Illusione”, ed è la stessa canzone attorno a cui gira la trama del libro.

P.Q.M.

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Nel romanzo i P.Q.M. sono una band in declino. Gli anni migliori sono passati e i sogni di gioventù sono stati messi da parte, finché un brano diventa virale e rimette tutto in moto. Tornano i concerti, tornano gli eccessi, si riaccendono passioni che sembravano spente e che adesso rischiano di bruciare quello che i tre hanno costruito nel frattempo. Quel brano è “Illusione”. Pubblicarlo davvero significa dare al lettore la possibilità di ascoltare quello che fino a ieri poteva soltanto immaginare, e a chi arriva dalla musica un motivo per andare a cercare il libro.

Sarullo racconta così l’origine del progetto: “Quando ho scritto Tre minuti alla fine del mondo i P.Q.M. esistevano nelle pagine, ma nella mia testa avevano già una voce. Con Illusione ho voluto farla ascoltare anche agli altri”.

Il pezzo è un punk diretto ed energico, con quella dose di cattiveria che serve a rendere credibile la storia di una band che torna a galla di colpo. Il verso che lo riassume meglio è “Promesse appese sopra a un cielo nero / dimmi che è falso, dimmi che è vero”, e funziona su due livelli. Dentro il romanzo parla delle illusioni dei protagonisti, alle prese con una seconda occasione di cui non sanno se fidarsi. Fuori dal romanzo sembra commentare l’operazione stessa: una canzone vera, suonata da una band che non esiste.

C’è poi un dettaglio che farà discutere. Per la realizzazione musicale Sarullo ha usato l’intelligenza artificiale come strumento creativo, e lo ha dichiarato apertamente. La scelta si inserisce bene nel gioco di specchi tra realtà e finzione su cui si regge tutto il progetto, anche se chi diffida dell’AI in musica avrà le sue obiezioni, e sono obiezioni legittime. Qui almeno l’uso è trasparente e messo al servizio di una storia che resta tutta di chi l’ha scritta.

Il risultato è un lavoro a metà strada tra narrativa e musica, che si può prendere da tutti e due i lati. Si può leggere il romanzo e poi mettere su la canzone, oppure partire dalla canzone e finire nel libro. In entrambi i casi i P.Q.M. finiscono per sembrare più concreti di tante band che esistono davvero.

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